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Caso risolto: ipoteca annullata, l’attenzione ai dettagli è la carta vincente

articolo a cura di:
Giovanni Perilli
Giovanni Perilli

pubblicazione:

ipoteca annullata

Ipoteca annullata: caso risolto e strategia applicata

Hai ricevuto una comunicazione preventiva di avvenuta iscrizione ipotecaria e hai bisogno di supporto immediato? Allora sei nel posto giusto.

Ti ricordo, infatti, che rivolgendoti ai nostri professionisti, con esperienza pluriennale in campo tributario, potrai trovare risposte alle tue legittime domande

Ipoteca annullata: l’attenzione ai dettagli

Tornando al preavviso di ipoteca, la normativa fiscale concede solo trenta giorni di tempo, a partire dalla data di notifica, per effettuare il versamento di quanto dovuto, decorsi i quali l’Agenzia delle Entrate Riscossione potrà procedere esecutivamente nei tuoi confronti.

In caso di ricezione di un atto da parte del Fisco, è necessario prestare la massima attenzione soprattutto ai vizi di notifica, nonché, alla correttezza delle comunicazioni dell’Amministrazione finanziaria.

In questo articolo analizzeremo un caso gestito da uno dei nostri legali relativamente a un cliente il quale, a seguito di un’attenta analisi della documentazione in possesso e grazie a una strategia vincente, è riuscito a ottenere l’annullamento proprio di una comunicazione preventiva di iscrizione ipotecaria.

Ma cos’è successo in pratica?

Il cliente si è rivolto a noi lamentandosi del fatto che solo a seguito del preavviso di ipoteca era venuto a conoscenza di altre precedenti iscrizioni ipotecarie sullo stesso immobile. Ma non solo: anche di un fermo amministrativo, atti che non gli erano mai stati legittimamente notificati in passato.

Pertanto, il primario obiettivo dei nostri legali è stato proprio quello di ottenere l’annullamento dell’ipoteca facendo leva anche sulla mancata regolare notifica degli atti cautelari antecedenti e rilevando molteplici vizi ed errori commessi dal Fisco.

L’attenzione ai dettagli è stata la carte vincente.

Ipoteca annullata: come i dettagli hanno fatto la differenza

Nel corso del giudizio, infatti, abbiamo contestato in maniera radicale svariati vizi di notifica degli atti.

Dal mancato invio della c.d. “raccomandata informativa” (necessaria nel caso in cui la notifica non venga ritirata direttamente dal destinatario), al disconoscimento della sottoscrizione apposta sugli avvisi postali.

Tutto, fino ad arrivare a contestare incongruenze nella numerazione delle raccomandate depositate dall’Amministrazione finanziaria.

Abbiamo, altresì, evidenziato al Giudice come, se non ci fosse stata l’ultima comunicazione, il nostro cliente non avrebbe mai saputo a quanto ammontava il debito che gravava nei confronti dell’ Agenzia delle Entrate-Riscossione.

Il Tribunale, valutata tutta la documentazione prodotta nel processo, ha ritenuto fondate le nostre difese e, di conseguenza, ha annullato tutte le iscrizioni ipotecarie impugnate.

Giustizia è stata fatta!

Come vedi, c’è sempre una soluzione

Ciò che ci teniamo a evidenziare portando all’attenzione questi casi risolti, è proprio il fatto che, anche quando il fisco sembra invincibile, c’è spesso un motivo su cui un professionista specializzato possa far leva.

I dettagli, come diciamo sempre, possono davvero fare la differenza, ma spesso un imprenditore, quando si trova in quella situazione, non lo sa e non lo immagina.

Se hai un Debito, scegli la strategia vincente per uscirne 

Portarsi dietro un debito fiscale rappresenta una zavorra per la tua impresa e mette a rischio anche il tuo patrimonio personale. 

Oggi tornare a essere un imprenditore libero si può. Secondo il report 2022 del Ministero dell’economia e delle Finanze 1 volta su 2 il contribuente batte il fisco in giudizio, riuscendo così a ridurre, fino a eliminare, il proprio debito con il fisco. 

Affidarsi a un professionista esperto in contenzioso tributario o per rottamare il proprio Debito, si rivela uno strumento efficace e risolutivo.

E nel caso di una crisi aziendale, ricorda che oggi hai a disposizione molti strumenti giuridici da poco rinnovati e modificati.

Questi, a seguito dell’impugnazione del debito, quando maggiore di 100, 200 o 500mila euro, consentiranno di gettarti la paura alle spalle e ripartire con rinnovato slancio. 

Il concordato preventivo (approfondisci qui questo aspetto) o ancor meglio gli accordi di ristrutturazione del debito con transazione fiscale – istituti non nuovi, ma oggi aggiornati e resi molto più favorevoli per l’imprenditore che li utilizza in caso di crisi d’impresa.

Ciascuno rappresenta il vero saldo e stralcio per le aziende perché possono ridurre il debito fino al 70-80% pagando il restante 30-20% in quattro o cinque anni. 

CFI – Crisi Fiscale d’Impresa mette a disposizione il suo team di esperti proprio per aiutarti a trovare la miglior strategia per ottenere il massimo risultato. 

Contattaci da qui sotto, ti richiameremo entro 1 ora.

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