Statuto del contribuente e riforma fiscale: cosa cambia nei rapporti tra cittadini e Fisco

articolo a cura di:
Alexandra Favaloro
Alexandra Favaloro

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Statuto del contribuente e riforma fiscale

Statuto del contribuente e riforma fiscale: cosa cambia nei rapporti tra cittadini e Fisco

Lo Statuto dei diritti del Contribuente previsto dalla legge del 27 luglio 2000, n. 212, è espressione dei principi di democraticità e trasparenza sui quali si deve fondare il rapporto tra Fisco e cittadini. 

Sancisce i diritti che il contribuente può rivendicare e i doveri a cui  l’Amministrazione Pubblica si deve attenere. Regolamenta  anche gli istituti di tutela del contribuente nei confronti degli uffici tributari tra i quali ad esempio il diritto all’informazione, alla conoscenza degli atti, alla trasparenza, chiarezza e motivazione degli atti e molto altro.

In base alla legge delega n. 111/2023 e al Decreto legislativo recante Modifiche allo Statuto dei diritti del contribuente approvato il 23 ottobre dal Governo, è stato dato il via alla revisione dello Statuto dei diritti del contribuente.

Le novità in breve

Tra le novità principali spicca l’applicazione generalizzata del principio del contraddittorio con la precisazione che quest’ultimo, unitamente all’accesso alla documentazione tributaria, la tutela dell’affidamento, il divieto del ne bis in idem e l’autotutela attengono ai livelli essenziali delle prestazioni e stabilisce che le norme tributarie impositive che recano il presupposto d’imposta e i soggetti passivi si applicano ai soli casi previsti dalla norma.

Altri interventi hanno interessato invece:

  • Il principio di irretroattività delle norme tributarie (ossia nel caso di tributi “dovuti, determinati o liquidati periodicamente” le modifiche introdotte si applicano solo a partire dal periodo d’imposta successivo a quello in corso alla data di entrata in vigore della modifica);
  • irretroattività delle presunzioni legali;
  • principio dell’ annullabilità dei provvedimenti emessi in violazione dell’obbligo di invitare il contribuente a fornire chiarimenti prima di procedere alle iscrizioni a ruolo derivanti dalla liquidazione dei tributi risultanti da dichiarazioni;
  • il contraddittorio deve essere informato ed effettivo per tutti quegli atti che incidano negativamente nella sfera del cittadino. Viene delineata la procedura, i requisiti e i termini del contraddittorio tra amministrazione e contribuente;
  • i provvedimenti dell’amministrazione finanziaria devono essere motivati “a pena di annullabilità”, con l’indicazione specifica dei presupposti, dei mezzi di prova, oltre che delle ragioni giuridiche su cui si fonda la decisione;
  • stabilisce che gli atti della Riscossione debbano contenere con riguardo agli interessi i criteri di calcolo, la data di decorrenza e i tassi applicati.

Statuto del contribuente e riforma fiscale: novità importanti anche nell’ambito dei Vizi degli atti dell’Amministrazione finanziaria

Ad essere oggetto di intervento sono anche gli atti dell’Amministrazione Finanziaria. Questi sono protagonisti con una serie di modifiche che sembrano rispondere all’esigenza di maggior tutela del contribuente.

In particolare possiamo citare:

impugnabilità degli atti dell’amministrazione finanziaria dinanzi agli organi della giurisdizione tributaria che sono annullabili “per violazione di legge, ivi incluse le norme sulla competenza, sul procedimento, sulla partecipazione del contribuente e sulla validità degli atti”

– principio della rilevabilità d’ufficio dei motivi di annullabilità;

-rilevabilità d’ufficio dei  vizi di nullità e che danno diritto alla ripetizione di quanto versato, salva la prescrizione del credito;

– l’irregolare, incompleta o inesatta indicazione dell’ufficio presso il quale è possibile ottenere informazioni sull’atto di riscossione costituisce mera irregolarità e non vizio di annullabilità;

– è inesistente la notificazione degli atti impositivi e della riscossione priva dei suoi elementi essenziali (fatta cioè a soggetti giuridicamente inesistenti, privi di collegamento con il destinatario, estinti); negli altri casi la notificazione eseguita in violazione di legge è nulla, ma sanabile in caso di raggiungimento dello scopo dell’atto;

– obbligo di conservazione decennale della documentazione tributaria anche alle scritture contabili; 

– preclusa la possibilità  all’amministrazione finanziaria di utilizzare la documentazione, a fini probatori,oltre i dieci anni;

– principio del ne bis in idem nel procedimento tributario: l’amministrazione può esercitare l’azione accertativa una sola volta per ogni periodo d’imposta;

divieto di divulgazione all’amministrazione finanziaria nell’esercizio dell’azione amministrativa dei dati dei contribuenti acquisiti anche attraverso l’interoperabilità con altre banche dati;

principio di proporzionalità dell’azione dell’amministrazione finanziaria e  disciplina dell’esercizio del potere di autotutela obbligatoria (obbligo di annullare l’atto per le ipotesi di errore di persona, di calcolo, sull’individuazione del tributo, errore materiale del contribuente facilmente riconoscibile) e facoltativa (annullabilità per l’ipotesi di illegittimità, infondatezza dell’atto o dell’imposizione;

-modifica della disciplina dell’interpello;

-Istituzione del Garante Nazionale del Contribuente con attribuzione di nuove funzioni rispetto a quelle conferite all’attuale Garante.

Statuto del contribuente e riforma fiscale: novità dello statuto e tutela del contribuente e dubbi interpretativi

Una serie di modifiche dunque che, come abbiamo visto, vanno ad incidere su diversi aspetti dell’attività dell’amministrazione finanziaria  che deve trovare un opportuno e quanto mai necessario bilanciamento con i diritti e gli interessi dei contribuenti.

In questo scenario di riforma, infatti, ci si aspetta che vengano tracciate da giurisprudenza e dottrina delle linee guida per la corretta interpretazione di queste nuove norme affinché le stesse non siano destinate a rimanere lettera morta.

Alla luce delle profonde difficoltà che centinaia di contribuenti si trovano a dover affrontare ogni giorno, spiccano certamente le attività dell’amministrazione finanziaria che spesso si discostano dai principi di tutela cui anche quest’ultima riforma vorrebbe essere espressione.

E’ importante dunque essere sempre aggiornati su quali siano i propri diritti e su quali siano i confini che il Fisco non può e non deve superare nell’esercizio delle proprie funzioni. Farlo da soli può essere complicato. Affidati sempre ad un esperto che possa aiutarti ad individuare vizi e irregolarità degli atti dell’Amministrazione Finanziaria. Chiedere aiuto è il primo passo per risolvere!

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