Multe “statali” arretrate, ecco le sanatorie 2023. È possibile non pagare nulla!

articolo a cura di:
Concetta Bonanno
Concetta Bonanno

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Sanatorie multe 2023: è possibile non pagare nulla?

La legge di Bilancio 2023 (legge 197/2022) ha previsto l’ennesimo azzeramento dei “mini ruoli”, di importo residuo non superiore a mille euro, affidati all’Agenzia delle Entrate – Riscossione (Ader) entro il 31 dicembre 2015 (a partire dal 1° gennaio 2000). 

L’azzeramento è automatico: non occorre presentare alcuna domanda

Il beneficio per il debitore (cioè il risparmio rispetto al pagamento integrale della cartella) dipende da vari fattori. 

I più importanti sono la natura del debito (se è un tributo o una sanzione amministrativa, come sono le multe statali) e chi è il creditore (se è lo Stato o un ente territoriale).

Se il debito nasce da una sanzione

In molti casi, le cartelle di pagamento nascono da un tributo non pagato. Quindi scattano le sanzioni per il mancato versamento nei termini previsti, gli interessi e le spese di riscossione

Se però il debito non nasce da un tributo ma da una sanzione amministrativa (quali quelle per violazioni del Codice della strada) a tale sanzione si aggiunge una parte dovuta al mancato o ritardato pagamento (c.d. maggiorazione).

Così l’azzeramento previsto nello stralcio delle partite fino a 1.000 euro vale unicamente per gli importi aggiuntivi rispetto alla “multa” stradale (maggiorazioni e interessi). 

Qui per multa s’intende l’importo della sanzione amministrativa, che quando non viene pagato entro 60 giorni dalla notifica del verbale di infrazione raddoppia rispetto a quello da versare normalmente. In altri termini, la sanatoria non tocca nemmeno il normale raddoppio della sanzione.

Sanatorie multe 2023: l’eccezione di quelle «statali»

C’è però un caso che fa eccezione: quello in cui il creditore è lo Stato

Quindi solo se l’infrazione era stata accertata da Polizia, Carabinieri o altri agenti statali. 

In casi del genere, infatti, si azzera anche l’importo della sanzione originaria.

Se il Comune non aderisce alla sanatoria.

Comuni e Province hanno la facoltà di disapplicare interamente la norma della legge di Bilancio 2023 sullo stralcio dei debiti fino a 1.000 euro

Per non aderire, avrebbero dovuto adottare e pubblicare (anche sui propri siti internet) un’apposita delibera entro il 31 gennaio 2023, scadenza recentemente rinviata a fine marzo 2023

In tale eventualità, rimane intatto il carico originario e il debitore non fruisce di alcun abbattimento. 

Ok la sanatoria multe 2023, ma c’è l’alternativa: la rottamazione quater

Ma anche quando il Comune o la Provincia “chiude” a questo stralcio dei “mini ruoli” non tutto è perduto. 

Resta infatti il diritto del debitore di aderire alla rottamazione quater (prevista dalla stessa legge di Bilancio 2023), cosa che non è automatica come nello stralcio: occorre presentare un’istanza entro il 30 aprile 2023

In questo modo, l’interessato otterrà gli stessi effetti possibili con lo stralcio dei debiti fino a mille euro previsto dalla legge di Bilancio 2023: la rottamazione quater consente di azzerare tutte le somme diverse dalla sorte capitale, incluso l’aggio di riscossione, con la sola eccezione delle spese sostenute dall’agente della riscossione (notifica delle cartelle ed eventuali spese per procedure esecutive). 

Ciò vale anche nel caso delle multe comminate dagli organi statali. 

Per fruire della rottamazione quater, basta rispettare una condizione: versare per intero e alle prescritte scadenze – con una tolleranza massima di 5 giorni di ritardo – l’importo corrispondente alla sorte capitale. 

Ha diritto alla sanatoria anche chi sta già pagando a rate.

Quando la prescrizione cancella tutto

Sanatorie multe 2023: non è così raro che le cartelle di pagamento vengano notificatefuori tempo massimo” o che l’agente della riscossione faccia passare troppo tempo dalla notifica senza fare nulla.

Altre volte, poi, può succedere che l’agente della riscossione non abbia (o abbia perduto) i documenti che dimostrano che la notifica era stata tempestiva.

Nel caso della prescrizione, la questione si sposta dalla sanatoria a un ricorso contro la cartella e le altre eventuali azioni di recupero promosse da Ader sulle somme in questione.

 

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