Multe e Imu, rottamazione e stralcio a tutto campo

articolo a cura di:
Elisa Bidoglia
Elisa Bidoglia

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Rottamazione multe e tasse

Rottamazione multe e tasse

Il Governo, con tre mosse, che modificano i meccanismi della tregua fiscale in fatto di multe, Imu e altre entrate locali, allarga drasticamente i confini di stralcio e rottamazione delle entrate Comunali

Prima di tutto slitta al 31 marzo il termine entro il quale i sindaci avrebbero potuto stoppare lo stralcio parziale delle loro entrate, che nel caso dei tributi era limitato all’azzeramento di sanzioni interessi o dei soli interessi per le multe (che sono sanzioni in sé).

Con la secondo modifica, invece, entro la fine di marzo i sindaci potranno decidere l’integrale applicazione dello stralcio disciplinato dal comma 222 della manovra. Quindi, anche per le entrate locali si potrà azzerare tutto il debito, le sanzioni e gli interessi delle partite fino a mille euro affidate entro il 31 dicembre 2015.

Rottamazione multe e tasse: come funzionerà

Rottamazione multe e tasse: in pratica, davanti alle amministrazioni comunali si aprono tre strade:

1) bloccare con delibera lo stralcio parziale e, pertanto, mantenere in vita i loro crediti;

2) aderire, senza deliberare nulla, allo stralcio parziale nella versione costruita dalla legge di Bilancio;

3) ampliare, con delibera, l’operazione di stralcio cancellando anche sanzioni e interessi oltre alla quota capitale.

L’obiettivo è quello di lasciare la massima libertà decisionale ai Comuni

Il nuovo testo governativo, però, non cancella la disparità di trattamento già avviata con la legge di bilancio, che nella tregua fiscale ha trascurato la riscossione effettuata dai municipi in proprio o con le loro società partecipate attraverso l’ingiunzione di pagamento.

Per lasciare spazio alla novità l’emendamento, poi, riscrive il calendario dello stralcio, che diventerà effettivo il 30 aprile, e di conseguenza le attività di riscossione vengono sospese fino a quella data. 

Cambia però un altro termine

Slitta, invece, al 30 settembre il termine entro il quale l’Agenzia delle Entrate-Riscossione rendiconterà agli enti creditori le quote annullate

Altra novità: le delibere degli enti locali saranno efficaci dal momento della pubblicazione sul sito istituzionale dell’ente, senza attendere l’invio al portale del dipartimento Finanze da effettuare comunque entro la fine di aprile ai soli fini statistici. Scelte e responsabilità passano dunque integralmente ai sindaci

L’emendamento, inoltre, concede ai Comuni di applicare anche ai tributi locali almeno altre sei delle dodici forme di definizione agevolata che la legge di bilancio mette a disposizione dei contribuenti.

I sindaci potranno, infatti, stabilire, entro il nuovo termine del 31 di marzo, di avvalersi della conciliazione agevolata così come della cosiddetta rinuncia concordata con gli uffici per le liti in Cassazione anche alle controversie comunali.

In particolare, va segnalata l’estensione anche del riferimento alle rate prodotte dagli accertamenti con adesione, dai reclami e dalle mediazioni o, ancora, dai casi di conciliazione giudiziale

L’allargamento permette di estendere alle controversie locali una disciplina parallela a quella già introdotta per i crediti erariali.

 

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