Accordo di ristrutturazione e concordato preventivo: come ridurre i debiti nei confronti del Fisco e degli enti previdenziali

articolo a cura di:
Luana Di Feo
Luana Di Feo

pubblicazione:

ridurre debiti con il fisco

Ridurre i propri debiti con il Fisco

Il nuovo Codice della Crisi d’Impresa e dell’insolvenza (D.Lgs. 14/2019, per brevità, CCII) mette a disposizione dell’imprenditore in difficoltà un ampio ventaglio di strumenti. Questo per cercare di fronteggiare la crisi ed evitare la “liquidazione giudiziale” (nuova denominazione del fallimento).

Tra tali strumenti, tuttavia, solo due consentono di ottenere una riduzione dei debiti erariali e contributivi. Anche in assenza di adesione dell’amministrazione finanziaria, ovvero il cosiddetto “cram down fiscale e contributivo”.

Mi riferisco:

  • agli accordi di ristrutturazione dei debiti (artt. 57 ss CCII)
  • e al concordato preventivo (artt. 84 ss CCII).

Vediamoli con maggior dettaglio.

Ridurre i debiti: gli accordi di ristrutturazione

Con gli accordi di ristrutturazione l’imprenditore in stato di crisi può sanare la propria situazione debitoria chiedendone al Tribunale l’omologazione. Purché ci sia stata l’adesione dei creditori che rappresentano almeno il 60% dei crediti totali.

Trattandosi di accordi, le pattuizioni in essi contenute sono vincolanti solamente per i creditori aderenti e non per quelli estranei ai quali deve essere assicurato il pagamento integrale entro 120 giorni che decorrono:

  • dall’omologazione, se i crediti sono già scaduti a quella data;
  • dalla scadenza, se i crediti non sono ancora scaduti alla data dell’omologazione.

Se, tuttavia, l’imprenditore rinuncia alla moratoria di 120 giorni (impegnandosi quindi a pagare i creditori estranei alle scadenze contrattualmente previste) la percentuale di adesione scende al 30% (c.d. “accordi di ristrutturazione agevolati” – art. 60 CCII).

Con riferimento ai debiti erariali e contributivi, l’art. 63 prevede che, nell’ambito delle trattative che precedono la stipulazione degli accordi di ristrutturazione, il debitore può proporre il pagamento, parziale o anche dilazionato, dei tributi e dei relativi accessori amministrati dalle agenzie fiscali. Nonché dei contributi amministrati dagli enti gestori di forme di previdenza, assistenza e assicurazione per l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti obbligatorie e dei relativi accessori.

In tal caso, il Tribunale può procedere all’omologazione degli accordi anche in assenza di adesione del Fisco o degli enti previdenziali (cram down fiscale e contributivo) a condizione che:

  1. i) la loro adesione sia determinante per il raggiungimento delle maggioranze;
  2. ii) un professionista indipendente attesti che il trattamento riservato ai creditori pubblici è più conveniente rispetto a quanto otterrebbero da un’eventuale liquidazione giudiziale.

Il Concordato preventivo

A differenza degli accordi di ristrutturazione  il concordato preventivo prevede, anziché una serie di accordi, un’unica proposta di regolazione della crisi. È indirizzata alla generalità dei creditori che, se approvata dalla maggioranza, estende i suoi effetti a tutti i creditori, compresi i dissenzienti e quelli che non hanno votato la proposta.

Per quanto riguarda i debiti tributari e contributivi, il concordato preventivo consente:

  1. i) il pagamento parziale o dilazionato dei debiti tributari e contributivi a condizione che il piano ne preveda la soddisfazione in misura non inferiore a quella realizzabile in caso di liquidazione giudiziale, come indicato nella relazione di un professionista indipendente (art. 88 CCII);
  2. ii) il cram down fiscale e contributivo a condizione che: il voto favorevole dei creditori pubblici sia determinante per il raggiungimento della maggioranza richiesta e la proposta sia giudicata conveniente rispetto all’alternativa liquidatoria (art. 88, co. 2-bis, CCII).

Queste procedure permettono di evitare il fallimento e la perdita dei beni, alleggerire i debiti aziendali e rilanciare l’azienda riducendo il debito fiscale.

 

Riduci il debito fiscale della tua azienda con CFI – Crisi Fiscale d’Impresa

In un periodo storico che ci troviamo ad affrontare, avere accesso a uno strumento che possa decretare il salvataggio della tua azienda è fondamentale.

Oggi si può. Puoi ridurre il Debito Fiscale fino all’80% e pagare il restante 20% in 4 o 5 anni.

Da oltre 20 anni CFI – Crisi fiscale d’impresa aiuta gli imprenditori a gestire e risolvere la Crisi Fiscale d’Impresa grazie agli Accordi di Ristrutturazione dei Debiti e ai Concordati Preventivi con la Transazione Fiscale.

Inoltre, potrai Gestire e Ridurre, fino al 100%, gli atti di Agenzia delle Entrate e Agenzia delle Entrate Riscossione (ex Equitalia), eliminando Inviti a comparire, Avvisi Bonari, Avvisi di Accertamento, Cartelle di Pagamento, Ipoteche e Pignoramenti per importi superiori a 100mila euro.

Se il tuo debito fiscale è maggiore di 100mila euro clicca qui per essere ricontattato in meno di 1 ora.

Risolvi il tuo Debito con il Fisco