Rateizzare non significa riconoscimento del debito, lo dice la Cassazione

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Giovanni Perilli
Giovanni Perilli

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Rateizzazione Debiti e Impugnazione Cartelle Esattoriali Cosa Dice la Cassazione

Rateizzazione Debiti e Impugnazione Cartelle Esattoriali: Cosa Dice la Cassazione

Se hai rateizzato il tuo debito con l’Agenzia delle Entrate Riscossione, potresti chiederti se hai ancora la possibilità di impugnare le cartelle esattoriali per errori o vizi. Ecco cosa devi sapere sulla possibilità di impugnare le cartelle esattoriali anche dopo aver iniziato una rateizzazione.

Rateizzazione e Impugnazione: il Punto di Vista della Cassazione

La richiesta di rateazione rappresenta accettazione del debito? La questione è complessa ed è stata più volte sottoposta all’attenzione degli Ermellini.

Invero, la Suprema Corte, con un’ordinanza cardine, ha chiarito che richiedere la rateazione non corrisponde ad accettare il debito e non preclude al contribuente la possibilità di contestare lo stesso:

2.3. Invero, il pagamento come anche la rateizzazione degli importi indicati nella cartella di pagamento non integra acquiescenza alla pretesa tributaria, atteso che non può attribuirsi al puro e semplice riconoscimento d’essere tenuto al pagamento di un tributo, contenuto in atti della procedura di accertamento e di riscossione, l’effetto di precludere ogni contestazione in ordine all’an debeatur, salvo che non siano scaduti i termini di impugnazione e non possa considerarsi estinto il rapporto tributario (Cass., Sez. V, 8 febbraio 2017, n. 3347), risultando irripetibile il versamento solo di quanto spontaneamente pagato (Cass., Sez. V, 30 gennaio 2018, n. 2231).

E’ quanto stabilito dalla Suprema Corte con l’ordinanza n. 20962/2020, richiamata anche nelle pronunce successive.

Atteso che la presentazione della domanda di rateazione, impedisce all’agente della riscossione di procedere esecutivamente e di iscrivere nuovi fermi e ipoteche, quest’ultima è l’unico strumento concesso al contribuente per bloccare sul nascere le azioni del Fisco.

Lo evidenzia la Corte di Cassazione nell’ordinanza sopra richiamata:

2.5. Nella specie, parte contribuente ha allegato sin dal primo grado di giudizio che il pagamento, intervenuto in corso di causa, è avvenuto non spontaneamente, ma per evitare successivi atti espropriativi in proprio danno, il che non può essere qualificato come comportamento di acquiescenza alla pretesa tributaria.

Quindi la rateazione finalizzata a evitare azioni esecutive a danno del contribuente, non può essere considerata acquiescenza del debito. Di seguito il link per una lettura del testo integrale della sentenza.

Rateizzazione Debiti e Impugnazione Cartelle Esattoriali: comprendere il Processo 

Quando ricevi un’intimazione di pagamento, la reazione immediata potrebbe essere quella di rateizzare il debito per evitare azioni esecutive come pignoramenti o iscrizioni ipotecarie. Tuttavia, è fondamentale sapere che la rateizzazione non equivale al riconoscimento del debito. In altre parole, puoi iniziare a pagare per proteggerti da possibili azioni legali, ma allo stesso tempo hai il diritto di contestare il debito.

Opportunità nelle Nuove Rateizzazioni

Una novità interessante riguarda la possibilità, nelle nuove rateizzazioni, di non pagare fino a otto rate, anche non consecutive. Questo tempo può essere utilizzato per analizzare e impugnare l’intimazione di pagamento, verificando la presenza di eventuali vizi o errori.

In conclusione, se hai rateizzato il tuo debito o aderito alla Rottamazione Quater, hai comunque la possibilità di impugnare le cartelle esattoriali. È un diritto confermato dalla Cassazione e una pratica che può aiutarti a ridurre o eliminare importi dovuti erroneamente.

Codice della crisi e dell’insolvenza, un quadro d’insieme

Il nuovo Codice della Crisi e dell’Insolvenza offre alle imprese in difficoltà una serie di opportunità per ridurre il proprio debito fiscale dopo averlo impugnato. Grazie ad esso, ad esempio, è possibile ridurre il debito fino al 70-80%, pagando il restante 20-30% in 4 o 5 anni.