Processo Verbale di Constatazione, cos’è e come mi devo comportare

articolo a cura di:
Claudia Patrone
Claudia Patrone

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processo verbale di constatazione

Sei sottoposto a controllo da parte dell’Agenzia delle Entrate o della Guardia di Finanza e hai ricevuto un Processo Verbale di Constatazione (o P.V.C.)? 

Cerca di mantenere la calma e, con sangue freddo, rivolgiti a un professionista del settore tributario in grado di assisterti con la dovuta esperienza e preparazione.

Processo verbale di contestazione: non sbagliare mossa durante una verifica fiscale

Devi assolutamente sapere, infatti, che la fase dell’accertamento tributario molto spesso prende avvio proprio con un “accesso” presso la tua azienda (c.d. verifica fiscale) e si può concludere con un avviso di accertamento, che rappresenta l’atto conclusivo del controllo.

Come immaginerai, la fase della verifica fiscale può durare molti giorni (fino a 30 giorni lavorativi, anche non consecutivi) ed è in essa che si inizia a “giocare la partita a scacchi” con il Fisco.

Una mossa sbagliata può compromettere definitivamente la tua strategia difensiva.

Solo attraverso una minuziosa analisi del verbale redatto al termine della verifica (processo verbale di constatazione o P.V.C.) sarà possibile contestare proficuamente il successivo avviso di accertamento.

Infatti, quasi sempre gli esiti del P.V.C. vengono trasferiti senza alcuna modifica, come una sorta di “copia e incolla”, all’interno dell’avviso di accertamento.

Di conseguenza, se la verifica fiscale (e il relativo P.V.C.) è viziata, lo sarà anche il collegato atto di accertamento!

Tutto sta nel capirlo tempestivamente ed eccepirlo nelle sedi opportune.

Attenzione: il P.V.C. non è impugnabile dinanzi al Giudice tributario!

Per questo motivo, lo “Statuto dei diritti del contribuente” (art. 12 della L. n. 212/2000) ti attribuisce il diritto di presentare all’Agenzia delle Entrate osservazioni e/o richieste (c.d. memorie) entro 60 giorni dalla consegna del P.V.C. e, comunque, prima dell’emissione dell’avviso di accertamento (c.d. contraddittorio preventivo).

Ricordati, comunque, che, a volte, tali memorie, ove presentate, potrebbero rivelarsi controproducenti; una vera e propria “arma a doppio taglio”.

Non sempre sono opportune, soprattutto quando corri il rischio di anticipare, con esse, la tua strategia difensiva senza la garanzia di ottenere il risultato sperato (l’archiviazione della tua posizione), mettendo, per di più, il Fisco nelle condizioni di rimediare agli errori, commessi durante la verifica fiscale, già in sede di redazione dell’avviso di accertamento connesso al P.V.C..

Il tempo è denaro, hai 60 giorni per fare la mossa vincente

Ciò potrebbe pregiudicare la vittoria in sede contenziosa.

In alcuni casi, quindi, sarà consigliabile non avvalersi del “contraddittorio preventivo”, al fine di giocarsi le carte direttamente in sede di impugnazione del successivo atto impositivo.

Come puoi intuire, la situazione è molto delicata e necessita del supporto di un adeguato professionista.

Se ti è stato consegnato un P.V.C. non esitare a contattarci e, ricordati, che hai solo 60 giorni di tempo per scegliere la tua prossima mossa.

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