Pignoramento “mirato”: a regime circa 700 milioni di euro in più l’anno nelle casse dell’erario

articolo a cura di:
Elisa Bidoglia
Elisa Bidoglia

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Pignoramento mirato

Pignoramento mirato: a regime circa 700 milioni di euro in più l’anno nelle casse dell’erario

Con la nuova modalità di pignoramento “mirato” dei conti corrente (qui un’intervista del nostro founder Carlo Carmine ad Ansa.it) attraverso il dialogo facilitato tra riscossore e istituti di credito si stimano a regime circa 700 milioni di euro in più l’anno nelle casse dell’erario. 

A parità di azioni di recupero sarà più alto l’incasso e si ridurranno le attività non proficue verso soggetti privi di consistenze patrimoniali. 

Attualmente la riscossione coattiva da esecuzione mobiliare genera incassi per circa 570 milioni di euro l’anno, importo che si stima dovrebbe più che raddoppiare grazie alla nuova modalità di cooperazione applicativa per i pignoramenti tra Agenzia delle Entrate Riscossione e gli istituti di credito portando l’introito annuale a 1,25 miliardi di euro. 

Pignoramento mirato, cosa devi sapere

Va ricordato infatti che il legislatore,  all’articolo 23 comma 13 della legge di bilancio 2024, ha di fatto cambiato le procedure necessarie per effettuare i pignoramenti dei conti corrente dei debitori prevedendo una nuova modalità di cooperazione applicativa tra Agenzia delle Entrate Riscossione ed istituti di credito al fine di consentire al riscossore di acquisire le informazioni ed i dati funzionali prima di procedere alle azioni di recupero rendendo l’attività più puntuale e mirata.

Invece la precedente struttura della disposizione era completamente diversa poiché concedeva al riscossore, prima di procedere ad un pignoramento, di accedere, mediante collegamento telematico diretto, alle informazioni relative alle disponibilità giacenti sui predetti conti correnti del debitore senza quindi interpellare gli istituti di credito. In questo caso il problema principale era legato alla privacy dei contribuenti in quanto il riscossore aveva di fatto la possibilità di visionare in tempo reale le giacenze sui conti correnti dei debitori opportunità ora filtrata dal nuovo meccanismo di cooperazione che non prevede più autonomia ed automatismi ma richieste da effettuare in maniera informatizzata ai terzi.

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