Pignoramento esattoriale su immobile cointestato, quello che devi sapere

articolo a cura di:
Giovanni Perilli
Giovanni Perilli

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Pignoramento esattoriale su immobile

Pignoramento esattoriale su immobile cointestato, quello che devi sapere

Sfatiamo il mito secondo cui l’immobile cointestato, in comunione legale dei beni tra marito e moglie, non possa essere pignorato per la sua interezza da parte di Agenzia delle Entrate – Riscossione, laddove debitore dello Stato sia uno solo dei due comproprietari. 

Infatti, a dispetto di quanto si credesse, va consolidandosi sempre più l’impostazione secondo cui, anche se ad essere debitore nei confronti dello Stato, sia solo uno dei due coniugi, tra loro contitolari del diritto di proprietà sull’immobile, il “non debitore” sia al riparo dal pignoramento dell’abitazione.

Pignoramento esattoriale su immobile: cosa dice la legge

Proprio di recente, è intervenuta un’importante sentenza della Corte di Cassazione (n. 9536/2023) che ha fissato alcuni punti fondamentali che è bene conoscere: 

  • l’immobile che ricade nella comunione legale dei coniugi dovrà essere aggredito/pignorato per l’intero;
  • il coniuge non debitore, in quanto comproprietario dell’immobile, sarà anch’egli soggetto parte nella procedura di espropriazione immobiliare;
  • il bene immobile sarà pignorato per l’intero e, quindi, venduto o assegnato nella sua interezza;

dalla successiva vendita del bene immobile, il coniuge contitolare e non debitore matura il diritto a ricevere la metà della somma lorda ricavata dalla vendita del medesimo bene. 

Quindi, dopo la fine del periodo di “tregua fiscale”, è importante sapere che l’Agenzia delle Entrate – Riscossione è ripartita con la propria attività di riscossione dei debiti anche mediante lo strumento del pignoramento dell’immobile cointestato, creando importanti disagi nella gestione familiare.

E’ però possibile evitare di trovarsi dinanzi a queste spiacevoli situazioni, chiedendo l’intervento di un Professionista qualificato che saprà darTi la migliore soluzione possibile per tenere la Tua abitazione al riparo da rischi di azioni esecutive.

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Impugnando l’atto ricevuto puoi abbattere lo stesso debito.

Inoltre, se il debito è maggiore di 500mila euro esistono strumenti che, in modo legale, pratico e concreto, dopo aver impugnato le cartelle esattoriali o gli atti, ti permettono di abbattere il debito fiscale del 70-80% e farti pagare il restante 20-30% in 4-5 anni.

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