Pignoramento conto corrente: cosa può fare il Fisco

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Gianluca Macca

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Pignoramento conto corrente: cosa può fare il Fisco

Trovarsi con le disponibilità bancarie sottoposte a un’azione esecutiva può creare conseguenze immediate, specie quando il denaro in questione serve a sostenere l’operatività di un’impresa o l’attività di un professionista. Il pignoramento del conto corrente da parte di Agenzia delle Entrate-Riscossione interviene proprio sulle somme detenute dalla banca per conto del debitore, seguendo la disciplina prevista per il pignoramento presso terzi.

Capire cosa accade dopo la notifica dell’atto diventa quindi essenziale per distinguere le somme interessate, conoscere i limiti previsti dalla legge e verificare quali soluzioni restino percorribili in base allo stadio raggiunto dalla procedura.

Come avviene il pignoramento del conto corrente

Nel pignoramento del conto corrente, Agenzia delle Entrate-Riscossione agisce nei confronti di un terzo, ossia la banca presso la quale il contribuente detiene le proprie disponibilità.

La procedura consente all’Agente della riscossione di ordinare direttamente al terzo di versare le somme dovute, entro il limite del credito per cui si procede. Non è quindi necessario che il denaro passi prima nella disponibilità materiale del debitore per essere successivamente destinato al soddisfacimento del debito fiscale.

Per le somme il cui diritto alla percezione è maturato prima della data di notifica dell’atto, l’ordine può prevedere il pagamento entro 60 giorni; per quelle maturate successivamente, invece, il versamento avviene alle rispettive scadenze.

Cosa succede alle somme depositate in banca

Con la notifica del pignoramento, la banca è tenuta a rispettare gli obblighi derivanti dalla procedura e le somme assoggettate al vincolo non restano liberamente utilizzabili dal correntista.

L’effetto assume un peso particolare nel caso di un conto aziendale. Una disponibilità destinata al pagamento di fornitori, dipendenti o altre scadenze può infatti venire meno proprio nel momento in cui l’impresa ne ha bisogno, generando ripercussioni che vanno oltre il rapporto con il Fisco.

Per questa ragione, quando l’esecuzione interessa risorse funzionali all’attività, è opportuno esaminare anche la liquidità residua e gli impegni finanziari imminenti.

Esistono limiti al pignoramento delle somme?

Non tutte le disponibilità sono però soggette alle medesime regole, soprattutto quando sul conto vengono accreditati redditi da lavoro o pensione.

La disciplina prevede specifiche tutele per le somme derivanti da stipendio, salario, altre indennità relative al rapporto di lavoro o pensione. Quando tali importi sono già stati accreditati prima del pignoramento, occorre tenere conto dei limiti stabiliti dalla normativa; Agenzia delle Entrate-Riscossione precisa inoltre che l’ultimo emolumento accreditato a titolo di stipendio, salario o altra indennità relativa al rapporto di lavoro resta a disposizione del debitore.

Se l’esecuzione riguarda direttamente stipendi e altre indennità di lavoro, trovano applicazione le quote previste per la riscossione: un decimo per importi fino a 2.500 euro, un settimo tra 2.500 e 5.000 euro e un quinto oltre 5.000 euro.

Il Fisco può agire anche sui crediti verso clienti?

Il pignoramento presso terzi non si esaurisce nelle somme depositate sul conto bancario.

Per chi svolge un’attività economica, l’esecuzione può interessare anche determinati crediti vantati verso altri soggetti. Un’impresa o un professionista, ad esempio, può avere importi ancora da incassare per prestazioni eseguite, fatture emesse o rapporti commerciali in corso.

In queste circostanze l’azione non incide su denaro già presente in banca, bensì su somme che un terzo deve corrispondere al contribuente. L’impatto finanziario può quindi manifestarsi sui flussi in entrata, sottraendo risorse che erano state considerate nella programmazione dell’attività.

Cosa cambia con la rateizzazione

La possibilità di ricorrere a una dilazione deve essere valutata anche in base al momento in cui viene presentata la domanda. 

In presenza dei requisiti previsti, la richiesta di rateizzazione produce effetti sulle nuove azioni cautelari ed esecutive relative ai carichi compresi nel piano. Diverso è il caso nel quale il pignoramento del conto corrente sia già cominciato.

Per le richieste soggette alla disciplina attuale, il pagamento della prima rata può determinare l’estinzione di procedure esecutive precedentemente avviate, a patto che non  si siano già verificati gli eventi che la normativa considera ostativi. Nel pignoramento presso terzi acquisiscono particolare importanza l’eventuale dichiarazione positiva del terzo e l’assegnazione dei crediti pignorati.

La semplice esistenza di un piano rateale non basta, dunque, a descrivere gli effetti sulla procedura: occorre stabilire quando è stata presentata l’istanza e fino a quale passaggio sia arrivata l’esecuzione.

Dal conto corrente all’equilibrio finanziario dell’impresa

Quando l’azione esecutiva sottrae liquidità necessaria all’attività, il problema fiscale può intrecciarsi rapidamente con quello finanziario.

Se inoltre alle cartelle si aggiungono esposizioni bancarie, debiti commerciali o flussi di cassa insufficienti, intervenire esclusivamente sul pignoramento rischia di risolvere un’urgenza senza incidere realmente sull’origine della difficoltà. In una situazione di questo tipo diventa utile valutare l’indebitamento complessivo, confrontandolo con le risorse e con la capacità prospettica dell’impresa di sostenere i propri impegni.

Qualora ne ricorrano  i presupposti, l’analisi può estendersi anche alle soluzioni contemplate dal Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza, individuando il percorso più coerente con le caratteristiche effettive dell’attività.

CFI: assistenza nelle procedure di riscossione

CFI – Crisi Fiscale d’Impresa opera da circa vent’anni nell’assistenza a imprenditori, professionisti e aziende alle prese con debiti fiscali rilevanti, anche quando la riscossione è già entrata nella fase esecutiva.

Partendo dall’esame della posizione fiscale e finanziaria, i professionisti individuano le soluzioni applicabili al caso concreto e alla sostenibilità dell’impresa.

Se hai ricevuto un atto di pignoramento o le procedure fiscali stanno incidendo sulla liquidità aziendale, puoi richiedere una consulenza personalizzata con i nostri esperti per approfondire la tua posizione.

Pignoramento del conto: valutare gli effetti prima che aumentino

Il pignoramento del conto corrente agisce su una componente particolarmente delicata per chi esercita un’attività: la disponibilità finanziaria immediata. Gli effetti, tuttavia, cambiano in funzione della provenienza delle somme, della fase raggiunta dall’esecuzione e delle caratteristiche della posizione fiscale.

Esaminare questi elementi consente di capire quali margini esistano ancora e se il problema possa essere affrontato attraverso una soluzione circoscritta oppure richieda una valutazione più ampia dell’indebitamento.

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