Nuovo allarme phishing Agenzia Entrate: Fisco e contribuenti ancora nel mirino degli Hacker

articolo a cura di:
Alexandra Favaloro
Alexandra Favaloro

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Allarme phishing Agenzia Entrate

Allarme phishing Agenzia Entrate: Fisco e contribuenti ancora nel mirino degli Hacker

Non risale a molto tempo fa l’ennesimo avviso divulgato dalla stessa Agenzia Riscossione in relazione ai tentativi di truffa a mezzo pec e mail. 

Avevamo già messo in guardia i nostri lettori in un precedente articolo dei pericoli che potrebbero celarsi dietro a comunicazioni apparentemente provenienti dal Fisco.

Ebbene il problema pare essersi riproposto. Questa volta, la comunicazione riguarda le liquidazioni IVA ed un avviso circa la presunta irregolarità rilevata con riferimento al trimestre 2023 per attirare l’attenzione dei contribuenti.

Anche sta volta ci troviamo di fronte ad un caso di phishing e la stessa agenzia Entrate Riscossione sul proprio sito il 15 novembre ha cercato di mettere in guardia gli utenti dai tentativi di truffa.

Allarme phishing Agenzia Entrate: Cestinare o non cestinare?

Appare evidente in questo quadro come sia difficile per i contribuenti individuare quali comunicazioni possano essere veritiere e quali invece debbano essere destinate direttamente al macero. Sebbene ADER cerchi di fornire alcune indicazioni per individuare quali siano gli indirizzi e le fonti attendibili, non sempre tale indagine risulta così semplice. Così, l’imprenditore, il cittadino, che si veda recapitare una comunicazione di cui dubita la provenienza o il contenuto potrebbe essere indotto a cestinarla, privandosi in quel caso della possibilità di venire a conoscenza di circostanze fondamentali per sé e per il suo patrimonio.

Ecco perchè, come vi avevamo segnalato nel nostro articolo sul Phishing, è fondamentale che Ader, nelle sue comunicazioni utilizzi i canali previsti dalla normativa, per far sì che il contribuente non sia tratto in inganno e possa diventare egli stesso cagion del suo male. 

Le norme che regolano la notifica a mezzo p.e.c. dell’atto tributario da parte dei  Concessionari, infatti,  sono quelle di cui all’art. 26-II co. DPR n. 602/1973 ed art. 60 DPR n.600/1973. Deve, però, in ogni caso, essere assicurato al destinatario di poter verificare che l’indirizzo p.e.c. dal quale proviene un atto della P.A. sia riconducibile effettivamente a quest’ultima e, quindi, ricompreso in pubblici elenchi quali “IPA” (Indice delle Pubbliche Amministrazioni) e “PP.AA.” (Registro delle Pubbliche Amministrazioni).

Allarme phishing Agenzia Entrate, Come non incorrere in errori?

Nonostante queste precauzioni, è complicato destreggiarsi per molti in una materia sconosciuta e spesso il rischio è di ignorare una notifica senza avere la possibilità di difendersi. Mai come in questo momento, in cui i soggetti decaduti dalla rottamazione quater sono già stati presi di mira dal Fisco con una pioggia di intimazioni, fermi, ipoteche e pignoramenti, è fondamentale non perdere neanche un solo giorno! La prossima PEC potrebbe essere infatti un atto della Riscossione ed è importantissimo intervenire in tempo utile per salvare te e la tua azienda.

Ricordati sempre di chiedere aiuto ad un esperto. Contattaci per una consulenza!

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