Novità in materia di Crisi d’impresa e società calcistiche: favoriti gli accordi di ristrutturazione

articolo a cura di:
Concetta Bonanno
Concetta Bonanno

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Crisi d’impresa e società calcistiche

Crisi d’impresa e società calcistiche: accordi di ristrutturazione dei debiti

Gli accordi di ristrutturazione dei debiti sono stati ampiamente modificati dal codice della crisi di impresa.

Ciò è accaduto recependo i precetti contenuti nella legge delega 155/2017 ed in parte con nuove previsioni normative.

Così come sono stati modificati, potrebbero essere uno strumento valido e più utilizzato, almeno rispetto al passato, per dare soluzione alla crisi di impresa e all’insolvenza non irreversibile.

I Tribunali, infatti, possono omologare gli accordi di ristrutturazione nelle crisi aziendali anche senza aspettare il via libera dell’Agenzia delle Entrate o dell’Inps.

Lo prevede una norma, inserita in extremis nel decreto legge, approvato da ultimo dal Consiglio dei ministri, che fissa però alcune condizioni a questa agevolazione.

E’ stato soprattutto previsto che gli accordi

  • non dovranno avere carattere liquidatorio
  • che il credito complessivo vantato dai creditori aderenti dovrà coprire almeno un quarto dei crediti totali

Crisi d’impresa e società calcistiche: le novità 

Imposte e contributi dovranno essere versati per almeno il 30%, calcolando anche interessi e sanzioni; con la possibilità di 90 giorni per decidere se aderire alla proposta, in un meccanismo che riguarda solo le pratiche avviate dopo l’entrata in vigore del nuovo decreto

La novità arricchisce ulteriormente il ventaglio di materie affrontate dal nuovo provvedimento.

Ma i punti più rilevanti, crisi d’impresa esclusa, riguardano in realtà lo sport. Le società di calcio potranno, per esempio,  rateizzare gli effetti fiscali delle plusvalenze solo se derivante da transazioni in denaro, e da giocatori tenuti in portafoglio almeno due anni, altrimenti i valori entreranno integralmente nell’esercizio di riferimento

La giustizia sportiva non potrà più tagliare i punti a una squadra in corso di campionato, perché le penalità scatteranno con sentenza definitiva da applicare a giochi chiusi ma prima del termine per l’iscrizione alla stagione successiva

Non passa, invece, almeno per ora, lo stop ai presidenti delle federazioni sportive che superano i tre mandati consecutivi. 

Un correttivo che nelle intenzioni del Ministero dello Sport puntava a cancellare il bando a vita a rischio incostituzionalità.

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