Notifiche fiscali in arrivo, imprenditori avvisati: il Fisco non va in vacanza

articolo a cura di:
Giovanni Perilli
Giovanni Perilli

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Notifiche fiscali in arrivo, imprenditori avvisati il Fisco non va in vacanza

Notifiche Fiscali in Arrivo, l’allarme di Carlo Carmine


C’è grande apprensione tra gli imprenditori in questi giorni perché, a dispetto di quanto spesso accade, quest’anno il Fisco sembra non essere proprio andato in “vacanza” e, anzi, sta proseguendo nella notifica costante di atti di pagamento, come avvisi di accertamento, ipoteche, pignoramenti, intimazioni di pagamento e istanze di fallimento, così come emerso negli ultimi giorni dalla quotidiana attività del team nazionale di legali di Crisi Fiscale d’Impresa della 1a azienda legale italiana.

 

Notifiche Fiscali in Arrivo: la situazione attuale

Durante l’ultimo aggiornamento con il team legale CFI, Carlo Carmine, copertina Forbes 2022 per gli studi legali italiani e fondatore di CFI – Crisi Fiscale d’Impresa, ha condiviso le ultime novità sul fronte fiscale, partendo dal Codice della Crisi e dell’Insolvenza, fino alla nuova Riforma fiscale.

Carlo ha sottolineato l’importanza di comprendere proattivamente le notifiche fiscali in arrivo, non sottovalutando mai il rischio che queste possono rappresentare. “Il fisco non è andato in vacanza”, avverte, ricordando che le notifiche possono arrivare sia via posta raccomandata che via PEC. È quindi essenziale controllare regolarmente le caselle di posta per non perdere l’occasione di trasformare una notifica di avviso di accertamento, o una iscrizione ipotecaria, intimazione di pagamento, pignoramento o istanza di fallimento, in un’opportunità di annullamento del debito fiscale.

Carlo ha espresso fiducia nel Nuovo Codice della Crisi e dell’Insolvenza che, a partire da luglio 2022, offre un’opportunità preziosa per ridurre il debito fiscale (e non) del 70/80% e pagare il restante 20-30% nell’arco di 4 o 5 anni. Ciò accresce certamente le chance di arrivare ad un risultato importante dopo aver provveduto a contestare il debito fiscale, ed è per questo motivo che una notifica da parte del Fisco in questi giorni può trasformare in modo concreto “un problema in una grande opportunità”.

 

Notifiche Fiscali in Arrivo: perché affidarsi al giusto professionista

Carlo ha inoltre sottolineato il ruolo di CFI nella gestione delle posizioni debitorie e dei singoli atti emessi da Agenzia delle Entrate e Agenzia delle Entrate Riscossione (ex Equitalia). Grazie all’esperienza dei Difensori Patrimoniali e degli avvocati estremamente specializzati si è in grado di ridurre l’importo del debito fino ad eliminarlo e risollevare le sorti e il futuro delle aziende.

Continuando l’intervento, Carlo ha espresso la sua preoccupazione per l’aumento delle notifiche fiscali, sottolineando come la situazione si sia inasprita subito dopo la scadenza del 30 giugno, termine per l’adesione alla definizione agevolata. L’Agenzia delle Entrate Riscossione, infatti, ad oggi ha già inviato oltre 20 milioni di notifiche, alcune delle quali relative anche a carichi per i quali era stata addirittura presentata domanda di rottamazione.

“Questo può essere destabilizzante gli imprenditori”, ha affermato Carlo, che ha aggiunto: “Sarebbe stato più opportuno dare loro il tempo conoscere l’esito della domanda e metabolizzare le rate che devono pagare prima di inviare un’altra tranche”.

Il fondatore di CFI ha quindi criticato l’approccio delle autorità fiscali, sostenendo che l’invio di un così elevato numero di notifiche senza un’adeguata analisi preventiva è indice di come talvolta, l’operato della Pubblica Amministrazione sia tutt’altro che favorevole al contribuente.

Questo comportamento può causare danni significativi, in quanto i contribuenti che ricevono notifiche errate possono vedersi bloccare i conti correnti, nonostante abbiano presentato regolarmente domanda di accesso alla rottamazione quater e, così, subire un’ingiusta paralisi della propria attività.

 

Notifiche Fiscali in Arrivo: il punto di Carlo Carmine

Carlo, quindi, ha invitato gli imprenditori a non restare passivi di fronte alle notifiche  e, anzi, procedere nell’immediato a una verifica degli stessi atti.

“Questo – ha aggiunto – potrebbe essere occasione concreta per trasformare un problema in opportunità. Ricevere una Pec dal Fisco permette di impugnare il debito e, con esso, procedere alla possibilità di impostare una strategia volta al suo abbattimento”.

Gli errori di Agenzia delle Entrate, così come ex Equitalia nelle persone dei loro funzionari e non solo, sono dinanzi agli occhi di tutti e così, anche una notifica non perfezionata, un dettaglio sul calcolo del dovuto o una “parola fuori posto” può diventare occasione di impugnazione e abbattimento del debito.

Cavilli? No, azioni concrete in punta di diritto a difesa degli imprenditori che grazie al loro lavoro permettono al nostro Paese di crescere, alle nostre famiglie di lavorare e ai nostri figli di avere un futuro”.

In questo scenario incerto – ha concluso – noi di CFI ci proponiamo come alleati di fiducia per gli imprenditori. Grazie alla nostra lunga esperienza e competenza nell’ambito fiscaletributario, possiamo fornire un supporto efficace nella gestione delle notifiche fiscali in arrivo, offrendo una guida esperta per risolvere le problematiche fiscali e lavorare verso una risoluzione del debito.

Attraverso il loro servizio, gli imprenditori possono trasformare una notifica fiscale in un’opportunità, riducendo o eliminando completamente il loro debito e raggiungendo una posizione più sicura e sostenibile.

Se hai un Debito, scegli la strategia vincente per uscirne 

Portarsi dietro un debito fiscale rappresenta una zavorra per la tua impresa e mette a rischio anche il tuo patrimonio personale. 

Oggi tornare a essere un imprenditore libero si può. Secondo il report 2022 del Ministero dell’economia e delle Finanze 1 volta su 2 il contribuente batte il fisco in giudizio, riuscendo così a ridurre, fino a eliminare, il proprio debito con il fisco. 

Affidarsi a un professionista esperto in contenzioso tributario o per rottamare il proprio Debito, si rivela uno strumento efficace e risolutivo.

E nel caso di una crisi aziendale, ricorda che oggi hai a disposizione molti strumenti giuridici, da poco rinnovati e modificati, che a seguito dell’impugnazione del debito, quando maggiore di 100, 200 o 500mila euro, consentiranno di gettarti la paura alle spalle e ripartire con rinnovato slancio. 

Il concordato preventivo (approfondisci qui questo aspetto) o ancor meglio gli accordi di ristrutturazione del debito con transazione fiscale – istituti non nuovi, ma oggi aggiornati e resi molto più favorevoli per l’imprenditore che li utilizza in caso di crisi d’impresa – sono il vero saldo e stralcio per le aziende perché possono ridurre il debito fino al 70-80% pagando il restante 20-30% in quattro o cinque anni. 

CFI – Crisi Fiscale d’Impresa mette a disposizione il suo team di esperti proprio per aiutarti a trovare la miglior strategia per ottenere il massimo risultato. 

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Questa estate è il momento di Anticipare e Risolvere con il Fisco