“Mai un Fisco Amico”: dichiarazioni shock del fisco italiano. Minaccia per gli imprenditori?

articolo a cura di:
Giovanni Perilli
Giovanni Perilli

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Mai un fisco amico

“Mai un Fisco amico”: imprenditori avvisati e chiamati ad agire prima che sia troppo tardi.

Il fisco, pilastro inderogabile delle moderne democrazie, non conosce pietà.

Sembra questa la triste affermazione del giorno, soprattutto dopo gli interventi di Ernesto Maria Ruffini, direttore di Agenzia delle Entrate riportati da “Il Sole 24 Ore“, “TgCom24” e “Ansa.it“, qui il video dell’intervento.

A dispetto del suo ruolo cruciale nel sostenere il tessuto economico e sociale di una nazione, il Fisco con Agenzia delle Entrate e Agenzia delle Entrate Riscossione, oggi si presenta come una spada di Damocle per gli imprenditori.

Esso agisce con determinazione e precisione, indipendentemente dalla complessità delle sue 900 leggi, molte delle quali persino gli esperti faticano a decifrare.

Il sunto delle parole di Ruffini è qui e si inasprisce quando, in modo quasi cinico, riportano: “Il fisco non può mai essere amico del contribuente. Gli amici ce li scegliamo, non me li può dare una legge. Io non vorrei avere un fisco amico ma un fisco con cui interloquire in modo corretto”.

“Mai un Fisco amico”: atti a cascata per gli imprenditori inadempienti

E così, l’impennata degli atti in agosto, da noi denunciata in questo articolo, non era un caso. Il fisco accelera e vuole recuperare il più possibile dalle tasche degli imprenditori in barba alla crisi.

Le recenti cifre lo dimostrano chiaramente: con l’ausilio della digitalizzazione e la crescente capacità di svolgere controlli incrociati su conti correnti, l’obiettivo è di raggiungere un incasso di 2,8 miliardi entro il 2025 dalla sola lotta all’evasione fiscale. Sui 1.000 e più miliardi di magazzino fiscale, invece, le azioni da mettere in campo si chiamano: intimazioni di pagamento, avvisi di accertamento, pignoramenti, ipoteche e istanze di fallimento. Insomma, non v’è pace per chi fa impresa.

L’approccio inesorabile del fisco non lascia spazio a scappatoie. Chi tralascia o ritarda i propri obblighi fiscali si troverà presto nel mirino delle autorità, rischiando azioni di recupero severe come intimazioni, pignoramenti e ipoteche. Questo non è un avvertimento da prendere alla leggera.

In questo scenario, l’inazione è il peggiore nemico dell’imprenditore. È essenziale agire prontamente, cercare soluzioni e assicurarsi che le proprie finanze siano in regola. Altrimenti, la mano ferma del fisco non tarderà a farsi sentire, e le sue conseguenze potrebbero essere devastanti.

E le soluzioni esistono e sono nel Nuovo Codice della Crisi e dell’Insolvenza.

IMPRENDITORE, RICORDA CHE LA SOLUZIONE AL DEBITO FISCALE ESISTE!

Impugnando l’atto ricevuto, oggi puoi abbattere lo stesso debito.

Inoltre, se il debito è maggiore di 500mila euro esistono strumenti che, in modo legale, pratico e concreto, dopo aver impugnato le cartelle esattoriali o gli atti, ti permettono di abbattere il debito fiscale e del 70-80% e farti pagare il restante 20-30% in 4-5 anni.

Risolvi con il Fisco, non è un tuo amico!