L’intimazione di pagamento: cosa rappresenta per il contribuente

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Elisa Bidoglia
Elisa Bidoglia

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Intimazione di Pagamento cosa rappresenta per il contribuente

L’intimazione di pagamento: cosa rappresenta per il contribuente

Cos’è l’intimazione di pagamento?

L’intimazione di pagamento è un atto formale che l’Agenzia delle Entrate-Riscossione notifica a imprenditori, professionisti e cittadini per informarli delle tasse e delle sanzioni dovute, prima di dare avvio all’espropriazione forzata. Questo atto rappresenta un sollecito al pagamento e costituisce un passaggio importante nella gestione del debito fiscale.

Termini per il pagamento

L’intimazione di pagamento serve a sollecitare il debitore ad adempiere all’obbligazione di pagamento entro il termine di cinque giorni dalla ricezione della stessa. È importante sottolineare che la notifica dell’intimazione non rende moroso il contribuente; infatti, gli interessi di mora iniziano a maturare già dalla scadenza di sessanta giorni dalla notifica della cartella esattoriale o dal termine per presentare ricorso nel caso di un avviso di accertamento esecutivo.

La notifica dell’intimazione di pagamento peggiora la situazione del contribuente?

Azioni esecutive e cautelari

Una volta che il debitore ha ricevuto dall’Agenzia delle Entrate Riscossione la notifica dell’intimazione di pagamento, la sua situazione non peggiora rispetto a prima. L’Agenzia delle Entrate Riscossione ha già il potere di intraprendere azioni esecutive come il pignoramento del conto corrente, dello stipendio, di un immobile (diverso dalla prima casa) o l’iscrizione di un fermo amministrativo su un veicolo o di un’ipoteca sulla casa del contribuente. Se il contribuente non paga entro i 5 giorni, il rischio di essere soggetto ad azioni esecutive o cautelari persiste invariato.

Effetto dell’intimazione di pagamento sulla prescrizione

L’intimazione di pagamento ha l’effetto di interrompere la prescrizione del debito. La durata della prescrizione varia a seconda del tipo di tributo: per i tributi erariali è di dieci anni, mentre per le sanzioni, gli interessi e i tributi locali è di cinque anni. Una volta ricevuta un’intimazione di pagamento, il termine di prescrizione ricomincia a decorrere.

Durata dell’intimazione di pagamento e azioni a tutela del contribuente

Durata dell’intimazione di pagamento

L’intimazione di pagamento ha una validità di un anno; ciò significa che se, nell’anno successivo alla sua notifica, non viene eseguita alcuna azione di pignoramento, l’Agenzia delle Entrate Riscossione deve procedere con una nuova notifica dell’intimazione per poter procedere con l’esecuzione forzata.

Azioni a tutela del contribuente

Il contribuente ha il diritto di impugnare l’intimazione di pagamento davanti all’autorità giudiziaria. Tuttavia, le possibilità di difesa sono spesso limitate. Molti vizi di forma che potrebbero invalidare l’intimazione sono considerati semplici irregolarità dalla giurisprudenza. I vizi più rilevanti che il contribuente può far valere sono:

  • L’estinzione del debito per intervenuta prescrizione;
  • L’omessa notifica dell’atto presupposto (come la cartella di pagamento o l’accertamento esecutivo).

Un ulteriore mezzo di tutela per prevenire una possibile esecuzione forzata è il ricorso per le misure protettive disciplinato dal CCII art. 70 comma 4.

Conclusione

In conclusione, si può affermare che la ricezione di un’intimazione non peggiora la situazione del debitore; l’unico vero effetto di tale atto è quello di interrompere i termini di prescrizione. Se hai ricevuto un’intimazione di pagamento e vuoi avere indicazioni sulle opzioni nel tuo caso specifico, non esitare a contattare un professionista. CFI – Crisi Fiscale d’Impresa è al tuo fianco da oltre 20 anni, al punto da essere stata copertina Forbes nel 2022 ed Eccellenza del Legal nell’assistenza a imprenditori per la gestione della Crisi d’Impresa, fornendo supporto specializzato a imprenditori e professionisti con debiti maggiori di 100, 200, 500 mila e 1 milione di euro, nel compito di navigare le acque tumultuose della crisi fiscale. Con un approccio basato sulla conoscenza approfondita del Nuovo Codice della Crisi e dell’Insolvenza, aggiornato a luglio 2024 e per il quale abbiamo fissato un corso di formazione per avvocati, CFI ti offre le chiavi per una gestione strategica del debito, mirando all’abbattimento sostanziale dell’importo dovuto e alla definizione di piani di pagamento sostenibili. Si parla di un abbattimento del debito del 70-80% dopo aver impugnato le cartelle e della possibilità di pagare il restante 20-30% in 4 o 5 anni.