La guerra in Ucraina produrrà una grande Crisi economica in Italia

articolo a cura di:
Eugenia Piunno
Eugenia Piunno

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Dopo la Pandemia, quando l’economia del paese poteva tornare lentamente a crescere, ecco arrivare quello che potrebbe diventare il più grande conflitto bellico dal 1945 ad oggi: la guerra in Ucraina.

La guerra in Ucraina sta producendo bombardamenti, vittime civili e militari, milioni di profughi ucraini ma, al contempo, sarà l’inizio di una lunga crisi economica internazionale che colpirà in modo duro anche l’Italia.

Famiglie, Imprese, lavoratori italiani, tutti saranno toccati da una escalation di aumenti dei costi delle materie prime.

L’imposizione di dure sanzioni del mondo occidentale nei confronti del colosso sovietico avranno un effetto boomerang sull’economia italiana.

Nel 2020 il nostro paese ha esportato verso Mosca merci per 8,79 miliardi di dollari, importandone per 16,7 miliardi. Le importazioni riguardano per oltre l’80% gas e petrolio. Non esattamente due prodotti cui sia possibile rinunciare da un giorno all’altro. Pertanto doppio colpo per le imprese italiane: si perde un cliente importante da un lato e dall’altro, mancando i combustibili fondamentali per l’economia, si produrranno una serie di aumenti di tutti i beni di prima necessità (energia elettrica, benzina e gas) ed essendo l’Ucraina il granaio d’Europa, presumibilmente aumenteranno anche pasta, biscotti, pane e a cascata tutti gli alimentari. Un dramma soprattutto per le imprese.

Milano e il turismo verranno duramente colpiti dagli effetti della guerra

Pari a circa 3 miliardi di euro è invece l’interscambio tra Lombardia e Russia (circa il 30% di quello nazionale), e di 1,5 miliardi quello fra Milano e Russia. L’import-export tra Lombardia e Ucraina ammonta a circa 820 milioni di euro, e a 450 milioni tra Milano e l’Ucraina. Lo riferisce l’Ufficio studi di Confcommercio Milano, che ha elaborato i dati del 2021. I turisti russi a Milano, in crescita costante negli anni pre-Covid, sono stati oltre 185mila nel 2019. E’ di 2.000 euro lo scontrino medio di un visitatore russo nei negozi milanesi. numeri che da oggi (e chissà per quanto tempo ancora) scenderanno inesorabilmente verso lo zero!

Energia elettrica in aumento senza controllo

Il nostro Paese importa il 43 per cento del gas dalla Russia e lo utilizza per produrre circa il 60 per cento dell’elettricità. Il primo trimestre di quest’anno è iniziato con un aumento della bolletta del 55 per cento. Un fatto senza precedenti. Per i consumatori domestici, è più che triplicato in due anni.

Come effetto a cascata, il costo dell’energia ha fatto aumentare quello di tutti gli altri beni e servizi. L’inflazione non era così alta da quasi trent’anni. Nell’ultimo anno i prezzi sono aumentati complessivamente del 4,8 per cento: dal pane alla benzina, dai computer alla carta. 

Previsioni nefaste per il futuro 

Dopo lo scoppio della guerra in Ucraina, Mosca ha vietato agli aerei del Regno Unito di utilizzare lo spazio aereo russo, anche per scopi di transito.

Le restrizioni riguardano anche tutti gli aeromobili associati alla Gran Bretagna, questa è la prima ritorsione nei confronti di chi ha imposto sanzioni al colosso Russo. Il che fa capire che il conflitto non finirà a breve.

Imprese già in crisi, con una crisi economica in arrivo, che fare?

Adesso o mai più, affidati proprio oggi agli esperti del settore, il governo ha annunciato aiuti alle imprese ed il legislatore che già durante la pandemia ha posto in essere una serie di strumenti per supportare famiglie ed imprese, sarà ancora più “dolce”. Ma bisogna conoscere ed approfittare adesso delle opportunità esistenti contro il sovraindebitamento: Legge n.3/2012 (salvasuicidi), Composizione Negoziata della Crisi, Transazione fiscale in concordato, sono strumenti che potrebbero far risparmiare definitivamente a famiglie ed imprese fino al 90% del debito fiscale e, in alcuni casi, produrre una esdebitazione integrale del consumatore.

Ma occorre muoversi,  e noi della CFI Group siamo qui.

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