Rottamazione cartelle: perché conviene presentare più istanze

articolo a cura di:
Luana Di Feo
Luana Di Feo

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Istanze Rottamazione cartelle

Dal 16 febbraio è attivo il servizio web per richiedere l’elenco delle cartelle esattoriali che possono essere rottamate

Sul sito dell’Agenzia per la Riscossione è possibile compilare online la domanda per ottenere via e-mail il prospetto informativo con il dettaglio di cartelle, avvisi di accertamento e avvisi di addebito.

Il prospetto indica il debito e gli importi dovuti senza sanzioni, interessi e aggio.

Sono riportate anche le informazioni per valutare la propria situazione e individuare i debiti che possono essere inseriti nella domanda di adesione da presentare in via telematica entro il 30 giugno 2023.

Come funziona il piano di rateazione

La rottamazione permette di ripagare il proprio debito attraverso un piano di rateazione agevolato, che è però molto rigido sulle tempistiche: l’unica tolleranza prevista è un ritardo di 5 giorni sulla scadenza di pagamento

Se anche solo una rata viene saltata, salta l’intero piano

Spesso le prime rate – la prima che scade rispettivamente il 31 ottobre – rappresentano lo scoglio più complicato per le tasche dei cittadini poiché hanno un importo più elevato, ovvero pari al 10% del debito totale.

In alcuni casi proprio l’importo della prima rata potrebbe essere lo scoglio più duro da superare, soprattutto per chi ha debiti importanti da saldare.

Istanze Rottamazione cartelle: perché conviene presentare più istanze

C’è però una via d’uscita, una possibilità che consente di non perdere la rottamazione delle proprie cartelle esattoriali.

Ovvero quella di presentare più istanze di definizione agevolata

Il contribuente che intende sfruttare la chance di rottamazione delle cartelle, art. 1 commi 231-252, della Legge n. 197/2022, Legge di Bilancio 2023, ha la possibilità di presentare più domande di definizione agevolata rispetto ai diversi debiti che intende chiudere con la sanatoria.

In tal modo, saranno attivati tanti piani di rateazione quante sono le domande presentate

Ogni domanda, infatti, corrisponde a un piano di rateizzazione autonomo: in questo modo, se non si dovesse riuscire a pagare una rata, magari per problemi di liquidità, si potrà fare comunque affidamento su un altro piano di rateazione con una cadenza diversa.

Optando per questa soluzione si riesce a frazionare il rischio di decadenza della rottamazione.

Presentare più domande si può?

La conferma della possibilità di presentare più domande, arriva direttamente dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione, nel comunicato stampa che dà il via alla messa on line del servizio “prospetto informativo”.

Nel comunicato stampa vengono messi in evidenza gli effetti legati alla presentazione di più istanze ed è ammessa la presentazione di istanze integrative, sostitutive o aggiuntive rispetto a quella già presentata.

La richiesta di adesione alla Definizione Agevolata deve essere trasmessa in via telematica entro il 30 giugno 2023 utilizzando l’apposito servizio disponibile, sul sito di Agenzia delle Entrate. 

Il contribuente può presentare in tempi diversi, ma sempre entro il 30 giugno 2023, anche ulteriori dichiarazioni di adesione che potranno essere riferite ad altri carichi (in questo caso andranno a integrare la precedente e ciascuna domanda genererà un proprio piano di definizione agevolata) oppure riferite agli stessi carichi già inseriti nella domanda presentata (e perciò saranno considerate sostitutive della precedente).

Ricorda che l’omesso pagamento di una rata fa cadere il piano di rateazione cui la stessa si riferisce, fatta salva la possibilità di richiedere un piano di rateazione “ordinario”, ex art. 19 del D.P.R. n. 602/1973, per i carichi rispetto ai quali è intervenuta la decadenza. 

Se hai un Debito da rottamare, scegli la strategia vincente per uscirne 

Portarsi dietro un debito fiscale rappresenta una zavorra per la tua impresa e mette a rischio anche il tuo patrimonio personale. 

Oggi tornare a essere un imprenditore libero si può. Secondo il report 2022 del Ministero dell’economia e delle Finanze 1 volta su 2 il contribuente batte il fisco in giudizio, riuscendo così a ridurre, fino a eliminare, il proprio debito con il fisco. 

Affidarsi a un professionista esperto in contenzioso tributario o per rottamare il proprio Debito, si rivela uno strumento efficace e risolutivo.

E nel caso di una crisi aziendale, ricorda che oggi hai a disposizione molti strumenti giuridici, da poco rinnovati e modificati, che consentiranno di gettarti la paura alle spalle e ripartire con rinnovato slancio. 

Il concordato preventivo (approfondisci qui questo aspetto) o ancor meglio gli accordi di ristrutturazione del debito con transazione fiscale. Sono istituti non nuovi, ma oggi aggiornati e resi molto più favorevoli per l’imprenditore che li utilizza in caso di crisi d’impresa. Sono il vero saldo e stralcio per le aziende perché possono ridurre il debito fino all’80% pagando il restante 20% in quattro i cinque anni. 

CFI – Crisi Fiscale d’Impresa mette a disposizione il suo team di esperti proprio per aiutarti a trovare la miglior strategia per ottenere il massimo risultato. 

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