Iscrizione Ipotecaria: Quando e Come il Tuo Immobile Rischia di Andare All’asta

articolo a cura di:
Alexandra Favaloro
Alexandra Favaloro

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Iscrizione Ipotecaria Quando e Come il Tuo Immobile Rischia di Andare All’asta

Iscrizione Ipotecaria: Quando e Come il Tuo Immobile Rischia di Andare All’asta

I rischi del debito con Agenzia delle Entrate Riscossione

Vi abbiamo già messo in guardia su alcuni dei tanti pericoli che si celano dietro al debito con Agenzia delle Entrate Riscossione! Recentemente, proprio in uno dei nostri articoli, vi abbiamo illustrato le modalità con le quali il Fisco cerca di aggredire il patrimonio immobiliare dei contribuenti.

Se ben ricordate, infatti, ci siamo soffermati sulla comunicazione preventiva di iscrizione ipotecaria e sull’inevitabile iscrizione dell’ipoteca vera e propria nel caso in cui non si risponda nel termine di 30 giorni alla richiesta di pagamento ivi contenuta!

Ebbene sì, hai capito bene. Decorso inutilmente questo breve lasso di tempo, la tua casa potrebbe essere colpita da questo terribile gravame. Infatti, se il debito accumulato supera i 20.000 euro, l’agente della riscossione può procedere con l’azione cautelare e iscrivere ipoteca sull’immobile.

Come funziona l’iscrizione ipotecaria e i rischi annessi

Prima di procedere con l’iscrizione ipotecaria, Agenzia delle Entrate Riscossione deve provvedere, come abbiamo visto, a notificare la comunicazione preventiva di iscrizione ipotecaria. Ossia un atto contenente l’avviso che se non si provvede a saldare il debito entro il termine di 30 giorni dalla ricezione della comunicazione, il riscossore iscriverà ipoteca presso la Conservatoria territorialmente competente.

Gli immobili che possono essere colpiti sono quelli di piena ed esclusiva proprietà del debitore, nonché gli immobili in comproprietà (ovviamente in questo caso l’ipoteca sarà iscritta sulla quota di immobile del debitore).

Iscrizione Ipotecaria anche sulla prima casa?

Purtroppo anche la prima casa non è esente da rischi. Anch’essa può essere oggetto della misura cautelare promossa dal Fisco. Per prima casa si intende l’immobile destinato ad abitazione principale del contribuente e della propria famiglia nel quale egli risieda.

L’aspetto positivo è che in questo caso sono garantite delle tutele. L’ipoteca, infatti, rappresenta uno strumento tramite il quale ADER garantisce il proprio credito. Quando si tratta però di prima casa ex Equitalia non può procedere con espropriazione.

Il pignoramento immobiliare non può, infatti, essere promosso se l’immobile:

  • è l’unico immobile di proprietà del debitore;
  • è adibito ad uso abitativo e il debitore vi risiede anagraficamente;
  • non è di lusso.

Quando può avvenire il pignoramento immobiliare?

Al di fuori di queste ipotesi Agenzia delle Entrate Riscossione può procedere invece con pignoramento immobiliare e vendita all’asta dell’immobile ma solo se:

  • l’importo complessivo del debito è superiore a 120mila euro;
  • il valore degli immobili del debitore è superiore a 120mila euro;
  • sono passati almeno 6 mesi dall’iscrizione dell’ipoteca e il debitore non ha pagato/rateizzato il debito.

Esiste una via d’uscita?

Come hai visto ci sono regole ferree che devono essere rispettate dall’Amministrazione Finanziaria prima di emettere un’iscrizione ipotecaria. Laddove dovesse quindi muoversi in barba a queste regole potrebbero esserci certamente i presupposti per una contestazione in sede giudiziale.
Inoltre, il debito sotteso all’iscrizione ipotecaria potrebbe anche essere prescritto e non più dovuto. Pertanto, se hai ricevuto una comunicazione di iscrizione ipotecaria e vuoi difendere il tuo immobile da un possibile pignoramento, rivolgiti a noi.
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