Intimazione di pagamento e tutela per il contribuente – Novità 2024

articolo a cura di:
Myriam Cosco
Myriam Cosco

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Intimazione di pagamento e tutela per il contribuente

Intimazione di pagamento e tutela per il contribuente – Novità 2024

Negli ultimi tempi si è sentito parlare spesso dell’intimazione di pagamento. Pertanto, è necessario capire che cos’è tale provvedimento e come il contribuente può tutelarsi

L’intimazione di pagamento è l’atto emesso, successivamente alla notifica della cartella esattoriale, dall’Agenzia delle Entrate e Riscossione, con il quale quest’ultima invita il debitore ad effettuare il pagamento di quanto dovuto entro 60 giorni

L’Agenzia di riscossione, se il contribuente non ha provveduto al pagamento, notifica l’intimazione di pagamento dopo un anno dall’invio della cartella esattoriale. Questo accade perché la cartella esattoriale perde efficacia esecutiva dopo un anno dalla notifica e pertanto, sarà necessario di un nuovo atto prima di dare avvio all’espropriazione forzata

Intimazione di pagamento: la “deadline” di Agenzia delle Entrate

Dal momento in cui il contribuente riceve l’intimazione di pagamento, ha solamente 5 giorni per versare il dovuto in un’unica soluzione ovvero mediante rateizzazione. Tuttavia, l’efficacia dell’intimazione di pagamento è della durata di un anno e questo significa che se entro l’anno Agenzia delle Entrate e Riscossione non avvia né un pignoramento né un’azione cautelare, sarà necessario notificare una nuova intimazione di pagamento. A tal proposito, l’articolo 50 del DPR n. 602/73 prevede che: “Se l’espropriazione non è iniziata entro un anno dalla notifica della cartella di pagamento, l’espropriazione stessa deve essere preceduta dalla notifica, da effettuarsi con le modalità previste dall’articolo 26, di un avviso che contiene l’intimazione ad adempiere l’obbligo risultante dal ruolo entro cinque giorni.”, con la conseguenza che trascorso tale termine qualsiasi pignoramento e/o azione cautelare che venga effettuato sulla base di una cartella esattoriale notificata da più di un anno è nullo laddove non si sia proceduto all’invio dell’intimazione di pagamento. 

Intimazione di pagamento: cosa fare appena l’hai ricevuta

Una volta ricevuta l’intimazione di pagamento, è prevista la possibilità per il contribuente di ottenere la sospensione immediata della riscossione ai sensi della legge 228/2012 (c.d. Legge di Stabilità). L’istanza di sospensione va inoltrata, via posta elettronica certificata direttamente all’Agenzia o alla società di riscossione che ha inviato l’intimazione di pagamento. Ricevuta l’istanza l’agente della riscossione è tenuto a sospendere immediatamente ogni attività di riscossione fino alla valutazione della richiesta del ricorrente. Il contribuente che volesse, ricevuto l’esito negativo di sospensione immediata della riscossione, impugnare l’intimazione di pagamento può farlo

Tuttavia, non sarà più ammissibile contestare il merito della pretesa tributaria ma solo vizi propri

Novità 2024 su Intimazione di pagamento: i motivi per impugnarla

L’intimazione di pagamento può essere impugnata solo se:  

  • manca indicazione del responsabile del procedimento;  
  • Cartella di pagamento non notificata;  
  • non contiene gli estremi della cartella di pagamento a cui si riferisce;  
  • è stato emesso da un agente della riscossione di una zona territoriale differente dalla residenza fiscale del contribuente; 
  • prescrizione del credito;  
  • estinzione del credito;  
  • inesistenza del credito

Se l’impugnazione non è una via percorribile, il legislatore ha previsto che il contribuente possa, considerato il termine breve di 5 giorni, presentare un’istanza di rateizzazione

Per gli importi fino a € 120.000,00 la domanda di rateizzazione si richiede on-line senza dover dimostrare la propria situazione patrimoniale. 

Per gli importi superiori a € 120.000,00 la rateizzazione si richiede allegando alla domanda la certificazione relativa all’Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE) del proprio nucleo familiare, al fine di attestare la temporanea situazione di obiettiva difficoltà economica. Nel caso di società (comprese le ditte individuali in contabilità ordinaria), la documentazione da allegare si estende al prospetto per la determinazione dell’indice di liquidità e dell’indice Alfa e alla copia dell’ultimo bilancio approvato e depositato presso il registro delle imprese. Nel caso in cui la domanda venga accolta, il piano sarà concesso per un massimo di 72 rate (rateazione ordinaria)

La rateazione straordinaria, prevede un piano di rientro fino a 120 rate ed è possibile laddove il contribuente dimostri, con documentazione da allegare alla domanda, di non poter pagare il debito per difficoltà economica

Infine, si sottolinea che finchè il contribuente è regolare con i pagamenti delle rate, Agenzia delle Entrate – Riscossione non potrà iscrivere nuovi fermi, ipoteche ovvero attivare procedure esecutive.

Novità 2024 su Intimazione di pagamento: cosa devi assolutamente sapere

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