Il Fisco utilizza un indirizzo PEC non registrato? Notifica viziata e non sanabile

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Elisa Bidoglia
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Indirizzo Pec non registrato? Notifica viziata e non sanabile

Non è suscettibile di sanatoria, ai sensi dell’articolo 156 del Codice di procedura civile, in quanto giuridicamente inesistente la notifica di una cartella di pagamento proveniente da un indirizzo PEC non risultante dai pubblici registri.

A ribadirlo sono i giudici della CGT di secondo grado del Lazio, con la sentenza n. 6507 del 30 dicembre scorso. Nel caso in esame la CGT di primo grado aveva accolto il ricorso introduttivo del contribuente contro una cartella di pagamento. I giudici di primo grado avevano ritenuto inesistente la notifica effettuata a mezzo Pec da Agenzia Entrate Riscossione, in quanto proveniente da un indirizzo non risultante dai pubblici registri. L’Ufficio aveva presentato appello, sostenendo che, con la proposizione del ricorso, l’irregolarità della notifica fosse stata sanata per raggiungimento dello scopo (articolo 156 del Cpc). 

Indirizzo Pec non registrato: notifica inesistente e non sanabile

I giudici hanno, però, rigettato l’appello, ritenendo la notifica giuridicamente inesistente e quindi insanabile.

Infatti, la notificazione con modalità telematica si esegue a mezzo PEC all’indirizzo risultante dai pubblici elenchi. Come previsto dall’articolo 16-ter del Dl n. 179/2012 si intendono per pubblici elenchi i tre registri IPA, REGINDE e INI-PEC

La notifica che si avvale di indirizzi non ufficiali non é valida perché non consente l’assoluta certezza della provenienza dell’atto utile a comprovare l’affidabilità giuridica. Una invalidità che non può essere sanata per raggiungimento dello scopo, essendo minata la certezza della provenienza della notifica. 

Le conclusioni dei Giudici laziali sono anche in linea con l’orientamento della Cassazione che, con la sentenza n. 17346/2019, ha stabilito che la notifica deve essere eseguita esclusivamente utilizzando un indirizzo PEC risultante dai pubblici registri. 

Inoltre, secondo un filone giurisprudenziale, potrebbero essere sanati solo gli atti di natura processuale (come i ricorsi) e non quelli di natura sostanziale (atti di accertamento e le cartelle), perché la norma disciplina solo la nullità degli atti processuali.

 

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