Impugnare o Rateizzare il Debito dell’Intimazione per Abbatterlo del 70-80%

articolo a cura di:
Giovanni Perilli
Giovanni Perilli

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Impugnare o Rateizzare il Debito dell’Intimazione per Abbatterlo del 70-80%

Sei un imprenditore o un professionista che si trova ad affrontare un debito fiscale significativo? La scelta tra Impugnare o Rateizzare il debito dell’intimazione può avere conseguenze profonde sul futuro della tua attività. In questo articolo, esploriamo le opzioni disponibili per te, guidandoti attraverso le migliori strategie per gestire efficacemente il tuo debito fiscale.

Cosa Significa Impugnare il Debito Fiscale?

L’impugnazione del debito fiscale è un processo legale che ti permette di contestare un’intimazione di pagamento emessa dall’Agenzia delle Entrate Riscossione. Questa opzione diventa critica quando gli importi richiesti sono talmente elevati da risultare insostenibili, considerando le strette scadenze imposte per il pagamento. L’impugnazione offre la possibilità di negoziare o di contestare l’ammontare del debito, potenzialmente riducendo l’importo dovuto o ottenendo condizioni di pagamento più favorevoli.

Quando Impugnare è la Scelta Giusta

Impugnare diventa una strategia fondamentale quando i debiti fiscali raggiungono somme che mettono a rischio la liquidità e la sostenibilità finanziaria della tua impresa. Parliamo quindi di debiti di 100, 200, 500 mila euro o anche più. Inoltre, l’impugnazione può essere considerata anche un’azione volta a proteggere le risorse aziendali da pignoramenti improvvisi o anche fermi amministrativi e ipoteche.

Vantaggi del Rateizzo del Debito Fiscale

La rateizzazione del debito fiscale offre un’alternativa pragmatica per gestire somme dovute più gestibili. Attraverso questo approccio, puoi distribuire il pagamento del debito in rate mensili, alleviando l’impatto immediato sulla tua liquidità e permettendoti di pianificare meglio le uscite finanziarie in relazione alle entrate.

Perché NON Considerare il Rateizzo

Optare per la rateizzazione del debito fiscale senza una verifica preliminare può sembrare una via d’uscita rapida e indolore, ma questa scelta potrebbe precluderti la possibilità di abbattere significativamente il tuo debito. È risaputo, infatti, che molte cartelle esattoriali presentano vizi formali, come notifiche effettuate in modo errato o oltre i termini previsti dalla legge. Spesso, ci si ritrova a fronteggiare debiti dimenticati” o importi che non rispecchiano la realtà, magari a causa di una notifica inviata all’indirizzo sbagliato – sia esso quello dell’azienda, dell’abitazione del socio o dell’amministratore – specie se nel corso del tempo questi indirizzi sono cambiati.

Queste situazioni sono molto frequenti e rappresentano una concreta opportunità per contestare la validità del debito e, di conseguenza, per ottenere un suo abbattimento. Rispondere a queste domande e navigare attraverso la complessità delle normative richiede però l’intervento di avvocati specializzati nella materia fiscale.

Rateizzare il debito senza prima aver effettuato una verifica approfondita significa rinunciare a questa possibilità, specialmente nei casi in cui il debito è già oggetto di azioni esecutive.

In altre parole, la rateizzazione senza una verifica approfondita non solo potrebbe farti perdere l’opportunità di ridurre l’importo dovuto ma potrebbe anche esporti a rischi maggiori nel lungo termine. Pertanto, prima di optare per una soluzione apparentemente semplice come la rateizzazione, è fondamentale valutare attentamente la situazione con l’assistenza di professionisti specializzati. Questo approccio ti permetterà di prendere una decisione informata, potenzialmente trasformando un debito schiacciante in un ostacolo superabile.

Impugnare o Rateizzare il debito dell’intimazione. Gli strumenti a tua disposizione 

CFI – Crisi Fiscale d’Impresa è al tuo fianco da oltre 20 anni, al punto da essere stata copertina Forbes nel 2022 ed Eccellenza del Legal nell’assistenza a imprenditori per la gestioen della Crisi d’Impresa, fornendo supporto specializzato a imprenditori e professionisti con debiti maggiori di 100, 200, 500 mila e 1 milione di euro, nel compito di navigare le acque tumultuose della crisi fiscale. Con un approccio basato sulla conoscenza approfondita del Nuovo Codice della Crisi e dell’Insolvenza, aggiornato a luglio 2024 e per il quale abbiamo fissato un corso di formazione per avvocati, CFI ti offre le chiavi per una gestione strategica del debito, mirando all’abbattimento sostanziale dell’importo dovuto e alla definizione di piani di pagamento sostenibili. Si parla di un abbattimento del debito del 70-80% dopo aver impugnato le cartelle e della possibilità di pagare il restante 20-30% in 4 o 5 anni.

Per far questo avrai a disposizione i nostri professionisti specializzati che valuteranno con te l’applicazione di istituti come gli Accordi di Ristrutturazione dei Debiti e i Concordati Preventivi con Transazione Fiscale, così come i Concordati Minori, la Legge 3 e tanto altro a seconda se sei imprenditore, professionista o magari cittadino. 

L’Importanza di Agire con Tempestività

Il tempo gioca un ruolo cruciale nella gestione dell’intimazione di pagamento. La rapidità di azione può prevenire conseguenze drastiche come pignoramenti e complicazioni legali. Ad esempio, considera il caso di un imprenditore che, di fronte a un’intimazione di pagamento per un debito fiscale di €200.000, decide di impugnare l’atto. Grazie all’intervento tempestivo e alla consulenza di esperti come i Difensori Patrimoniali e gli avvocati di CFI, è possibile non solo contestare l’importo, ma anche negoziare condizioni più favorevoli, andandolo a ridurre significativamente e dilazionando il pagamento in modo sostenibile.

Caso di Riduzione del Debito

Un’azienda del settore manifatturiero si è trovata ad affrontare un debito fiscale di 500.000 . Attraverso l’assistenza di CFI, è stato possibile impugnare l’intimazione e negoziare un accordo di ristrutturazione del debito che ha portato a una riduzione del 75% dell’importo dovuto, con il saldo restante rateizzato in un periodo di 5 anni. In questo caso, ci si è resi conto dell’esitenza di debiti prescritti, per cui non più dovuti e altri viziati da una notifica. L’azienda, infatti, attualmente a Varese, aveva una sede precedente a Milano e il debito era stato notificato proprio nella vecchia sede! Questo ha permesso all’azienda di continuare le sue operazioni senza subire impatti finanziari devastanti.

L’azienda, magari come te, aveva a suo carico iva non versata per tre annualità (2016, 2017 e 2018) a causa della crisi e del successivo covid e alcuni debiti con fornitori e banche.

Perché Agire Ora è Cruciale

Come evidenziato da Carlo Carmine, l’intimazione di pagamento richiede un’azione rapida ed efficace. La decisione di impugnare o rateizzare deve essere presa con cognizione di causa, tenendo conto degli importi coinvolti e delle potenziali conseguenze. In presenza di debiti elevati, l’impugnazione offre una possibilità di negoziazione e riduzione del debito che, se sfruttata correttamente, può salvare la tua impresa da esiti finanziari negativi.

Cosa devi assolutamente sapere? La tempestività e la strategia giusta sono essenziali per affrontare efficacemente un’intimazione di pagamento quindi, sei un imprenditore o un professionista con un debito fiscale maggiore di 100mila euro? Gli strumenti a tua disposizione sono tanti ma devi compiere il primo passo. Compila il form di contatto, ti chiameremo in meno di 1 ora e scoprirai come possiamo aiutarti a gestire e risolvere la crisi fiscale della tua impresa con fiducia e successo.

La soluzione nel Codice della Crisi e dell’Insolvenza

Dinanzi a questo dibattito acceso, una reale e concreta soluzione al debito fiscale passa per l’analisi approfondita dello stesso da parte di professionisti specializzati. Solo così, infatti, un imprenditore può ottenere un quadro chiaro della sua situazione e, nel contempo, accedere alle grandi opportunità del nuovo Codice della Crisi e dell’Insolvenza che, impugnato il debito fiscale quando maggiore di 100, 200, 500 o 1 milione di euro, ne permettono l’abbattimento del 70-80% con la possibilità di pagare il restante 20-30% in 4-5 anni.

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