Impugnabilità della seconda intimazione di pagamento

articolo a cura di:
Olimpia Granato
Olimpia Granato

pubblicazione:

Impugnabilita-della-Seconda-Intimazione-di-Pagamento

Impugnabilità della seconda intimazione di pagamento per eccepire la prescrizione della prima.

Prescrizione fiscale: una liberazione dal debito

Tra la notifica della cartella di pagamento e la successiva ma eventuale, intimazione di pagamento, oppure tra una intimazione di pagamento e un’altra potrebbe trascorrere così tanto tempo che, nel frattempo, il debito cade in prescrizione fiscale. In tal caso, l’ultimo atto notificato al contribuente (ossia l’intimazione di pagamento) è illegittimo e può essere annullato.

 

Cosa fare se l’intimazione di pagamento arriva dopo la prescrizione fiscale?

Contro l’intimazione di pagamento non si possono più sollevare contestazioni relative al merito dell’imposta (ossia ai calcoli, all’esistenza del debito, ad altri profili di illegittimità) dovendo questi essere sollevati contro l’avviso di accertamento ricevuto dall’amministrazione creditrice. Già con la cartella di pagamento è possibile sollevare contestazioni solo in merito a vizi formali dell’atto di riscossione. Lo stesso dicasi quindi per l’intimazione di pagamento che può essere impugnata solo per “vizi propri”.

Dunque è possibile ricorrere avverso la seconda intimazione di pagamento in luogo della prima che ha perso efficacia per mancato inizio dell’espropriazione forzata.
L’intimazione ad adempiere è un atto impositivo emesso da ADER, essa perde efficacia se entro un anno dalla notifica l’espropriazione, ovvero la notifica del pignoramento, non avviene.

 

Iter da seguire

Per avviare l’impugnazione dell’intimazione di pagamento per prescrizione, bisogna  proporre opposizione entro 60 giorni dal ricevimento dell’intimazione stessa

Il ricorso va presentato al giudice competente che è:

  • per le imposte: la Commissione Tributaria Provinciale. Fino a 3mila euro di valore puoi difenderti anche da solo se devi; per valori superiori devi ricorrere all’assistenza di un avvocato, un commercialista o un ragioniere;
  • per le contravvenzioni stradali e le altre sanzioni amministrative: il giudice di pace. Fino a 1.100 euro puoi difenderti da solo, altrimenti devi ricorrere a un avvocato;
  • per i contributi Inps e Inail: il tribunale ordinario, sezione lavoro. Qui hai sempre bisogno dell’avvocato.

 

Consigli utili: prova del pagamento e affidati ad un team di esperti 

Qualora l’intimazione abbia ad oggetto somme già pagate, visti i tempi brevi concessi prima dell’avvio dell’esecuzione forzata (5 giorni), è consigliabile presentare subito ad Agenzia Entrate Riscossione la prova del pagamento.
CFI – Crisi Fiscale d’Impresa è al tuo fianco da oltre 20 anni, al punto da essere stata copertina Forbes nel 2022 ed Eccellenza del Legal nell’assistenza a imprenditori per la gestione della Crisi d’Impresa, fornendo supporto specializzato a imprenditori e professionisti con debiti maggiori di 100, 200, 500 mila e 1 milione di euro, nel compito di navigare le acque tumultuose della crisi fiscale. Con un approccio basato sulla conoscenza approfondita del Nuovo Codice della Crisi e dell’Insolvenza, aggiornato a luglio 2024 e per il quale abbiamo fissato un corso di formazione per avvocati, CFI ti offre le chiavi per una gestione strategica del debito, mirando all’abbattimento sostanziale dell’importo dovuto e alla definizione di piani di pagamento sostenibili. Si parla di un abbattimento del debito del 70-80% dopo aver impugnato le cartelle e della possibilità di pagare il restante 20-30% in 4 o 5 anni.

Gestisci e Abbatti il Debito del 70-80%