Impignorabilità degli assegni fino a 1.007 euro mensili: le istruzioni dell’Inps sulla riforma del dl Aiuti-bis

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Elisa Bidoglia
Elisa Bidoglia

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impignorabilità pensioni

Impignorabilità pensioni

Con la Circolare n. 38 del 2023 l’Inps ha spiegato che il limite all’impignorabilità relativamente alle pensioni, cd. minimo vitale, dal 22 settembre 2022 è passato da una volta e mezza a due volte l’importo dell’assegno sociale che da gennaio è pari ad euro 503,27 mensili.

L’Inps, infatti, è intervenuta dettando istruzioni sulla riforma introdotta dal D.L. Aiuti-bis ( D.L. n. 115/2022 convertito dalla Legge n. 142/2022) relativamente all’impignorabilità delle pensioni fino a 1.007 euro mensili nel 2023.

L’Ente specifica che, per quanto concerne i procedimenti pendenti, si sta provvedendo alla rimodulazione e/o azzeramento degli importi accantonati a partire dal rateo di ottobre 2022.

A seguito di ciò, dunque, sarà possibile rimborsare al pensionato l’importo in più trattenuto.

Con il D.L. suddetto, è stato modificato l’art. 545 del c.p.c. che, in particolare, al comma 7 disciplina il limite di impignorabilità delle pensioni.

Prima della riforma, la norma predetta (in vigore dal 27 giugno 2015 al 21 settembre 2022), aveva istituito quale limite di impignorabilità lo stesso importo della misura mensile dell’assegno sociale aumentato della metà, senza disciplinare un importo minimo.

In tal modo, il limite era applicabile a qualsiasi somma, da chiunque dovuta a titolo di pensione, di indennità o di altro tipo di assegno di quiescenza. La parte eccedente, invece, era pignorabile nei limiti fissati dalla stessa norma.

A seguito delle modifiche introdotte dal D.L. di Aiuti- bis, il comma 7 dell’art 545 c.p.c. prevede che il limite d’impignorabilità è pari al doppio della misura mensile dell’assegno sociale, con il minimo di 1.000 euro. Il resto della norma non è stato modificato.

Impignorabilità pensioni: cos’è cambiato?

L’Inps ha spiegato che la novità in vigore dal 22 settembre 2022 ha due piani di operatività:

  1. modifica il limite di impignorabilità delle pensioni collegato all’importo dell’assegno sociale;
  2. introduce il limite minimo di euro 1.000.

Abbiamo anche visto che tale nuovo limite è valido per i procedimenti esecutivi pendenti.

Cosa si intende, dunque, per pendenti?

Per pendenti si intendono quei procedimenti notificati per cui, però, non sia ancora stata notificata all’Inps, in qualità di terzo esecutato, l’ordinanza di assegnazione che rappresenta l’atto conclusivo dell’esecuzione forzata.

Quindi, al fine dell’applicazione del nuovo limite, non si farà riferimento alla data di notifica dell’atto di pignoramento, ma alla data di notifica dell’ordinanza di assegnazione.

Viene precisato, inoltre, dall’Ente che le notifiche di ordinanze di assegnazione avvenute prima del 22 settembre 2022 saranno considerate come atti conclusivi del pignoramento presso terzi anche nel caso in cui il provvedimento giudiziario sia rimasto in attesa di esecuzione alla suddetta data in forza di procedure esecutive già attive sulla pensione.

Nelle diverse sedi dell’Inps avverranno le opportune verifiche riguardo gli importi accantonati, in ottemperanza agli obblighi di custodia (art. 546 c.p.c.), nonché al relativo ricalcolo nel caso in cui le trattenute cautelari risultino operate senza il rispetto del nuovo importo soglia a far data dal rateo di pensione del mese di ottobre 2022.

Cosa avverrà in pratica?

  • gli importi trattenuti in applicazione della notifica dell’atto di pignoramento fino al rateo di pensione di settembre 2022 rimarranno accantonati in attesa della notifica dell’ordinanza di assegnazione;
  • gli importi accantonati dal rateo di pensione di ottobre 2022, ai quali si applicano l’innalzamento della soglia del limite di pignorabilità, sono oggetto di rimodulazione o azzeramento, con conseguente rimborso al pensionato debitore di quanto trattenuto in eccedenza.

 

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