Il pignoramento diventa recupero coattivo, più semplice andare nelle tasche degli imprenditori

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Elisa Bidoglia
Elisa Bidoglia

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Il pignoramento diventa recupero coattivo, più semplice andare nelle tasche degli imprenditori

La nuova manovra di bilancio, sostituisce l’espressione “pignoramento” con “recupero coattivo” e semplificati i contenuti sui passaggi previsti. I dettagli in questo articolo.

La manovra di bilancio punta a rendere più precisa e soprattutto veloce una procedura già esistente nel sistema fiscale italiano. Si tratta del pignoramento dei conti correnti con la possibilità da parte dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione di verificare direttamente le disponibilità dei depositi in banca.

La nuova bozza prevede una modifica significativa della norma. Sparisce, infatti, il termine pignoramento e si passa da “cooperazione applicativa e informatica per l’accesso alle informazioni necessarie per il potenziamento dell’azione di recupero coattivo” a “accesso alle informazioni e pignoramento telematico dei conti correnti.

Il pignoramento diventa recupero coattivo: precisazioni

Diventerà possibile, poi, per l’Agente di Riscossione vedere quanto è depositato nei conti correnti, verificando se esistono le somme per mettersi in regola con il fisco.

Così dal gennaio 2024, l’agente, avvisando la Banca ed entro 30 giorni anche il debitore, potrà andare a colpo sicuro.

Preleverà così l’intera somma dovuta laddove ce ne sia disponibilità.

Pignorando in questo modo solo il conto sul quale la cifra da versare al fisco è disponibile, mentre sugli altri conti il debitore potrà continuare ad operare.

Nella più aggiornata bozza della legge di bilancio si precisa che le nuove disposizioni non si applicanose l’importo complessivo del credito per cui si procede è inferiore complessivamente a mille euro”. Il tutto “per esigenze di massima tutela del debitore.

A tal fine viene semplificato anche il contenuto della norma, ossia la descrizione di tutti i passaggi necessari per arrivare al pignoramento. Si parla solamente di “assicurare la massima efficienza dell’attività di riscossione, semplificando e velocizzando la medesima attività, nonché impedendo il pericolo di condotte elusive da parte del debitore” attraverso la possibilità dell’agente di riscossione di “avvalersi, prima di avviare l’azione di recupero coattivo, di modalità telematiche di cooperazione applicativa e degli strumenti informatici, per l’acquisizione di tutte le informazioni necessarie al predetto fine, da chiunque detenute”.

Il pignoramento diventa recupero coattivo, e adesso?

Ad ogni modo, però, le soluzioni tecniche di cooperazione applicativa per l’accesso ai conti saranno definite con un Decreto del Ministero dell’Economia ai fini dell’adozione da parte dell’Agenzia Riscossione di misure di sicurezza e garanzia a tutela dei diritti degli interessati

Il pignoramento diventa ancora più pericoloso: cosa fare

Impugnando l’atto ricevuto puoi abbattere lo stesso debito.

Inoltre, se il debito è maggiore di 500mila euro esistono strumenti che, in modo legale, pratico e concreto. Puoi farlo dopo aver impugnato le cartelle esattoriali o gli atti, ti permettono di abbattere il debito fiscale e del 70-80% e farti pagare il restante 20-30% in 4-5 anni.

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