Il Mito del “Fisco Amico” e la Realtà delle Normative Fiscali

articolo a cura di:
Giovanni Milanesio
Giovanni Milanesio

pubblicazione:

Il Mito del “Fisco Amico” e la Realtà delle Normative Fiscali

Il Mito del “Fisco Amico” e la Realtà delle Normative Fiscali

Nel mondo dei contribuenti, il concetto di un “fisco amico” è più che un’aspirazione, è una necessità. Tuttavia, quando guardiamo da vicino alle pratiche e alle normative attuali, ci rendiamo conto che la realtà è molto diversa dalle promesse fatte. Esaminiamo tre aspetti chiave che mettono in discussione questa visione di un fisco a misura di cittadino.

Impugnazione Preventiva dell’Estratto di Ruolo

Uno dei pilastri di un sistema fiscale amico è la possibilità per i contribuenti di contestare preventivamente i debiti assegnati loro. Tuttavia, la recente normativa ha reso impossibile per tutti i contribuenti impugnare preventivamente l’estratto di ruolo. Questo significa che, una volta ottenuto questo documento da Agenzia delle Entrate Riscossione, i contribuenti devono subire passivamente eventuali azioni di riscossione, come pignoramenti o iscrizioni ipotecarie, prima di poter contestare il debito. Questa situazione mette in evidenza un sistema che, invece di essere amico, sembra costringere i contribuenti a subire prima di poter difendersi.

Impossibilità di Compensazione

Un altro aspetto critico è l’impossibilità di compensare i crediti con i debiti verso Agenzia delle Entrate Riscossione. Questo divieto, in vigore dal luglio 2024, implica che anche se un contribuente ha crediti significativi, non può utilizzarli per compensare i debiti fiscali. Immagina di avere un credito IVA consistente, ma non poterlo utilizzare per abbattere un debito con Agenzia delle Entrate. Questa situazione crea una serie di problemi finanziari e rappresenta un ulteriore ostacolo nel rapporto tra contribuenti e fisco.

Pignoramenti Automatici

Infine, l’introduzione dei pignoramenti automatici da parte di Agenzia delle Entrate Riscossione aggiunge un’ulteriore complicazione al sistema fiscale. Secondo la nuova normativa, se hai fatto richiesta di rimborso per un credito vantato nei confronti del fisco, Agenzia delle Entrate può bloccare le somme fino al 31 dicembre dell’anno successivo. Questo significa che, nonostante tu abbia diritto a un rimborso, potresti trovarlo bloccato per un anno intero. Questo non solo crea un’ulteriore sfiducia nei confronti del fisco, ma può anche mettere a rischio la stabilità finanziaria dei contribuenti.

Conclusioni

Il concetto di un “fisco amico” sembra essere in netto contrasto con le pratiche e le normative attuali. I contribuenti si trovano ad affrontare crescenti difficoltà e restrizioni nel rapporto con Agenzia delle Entrate Riscossione. È evidente che le promesse di un fisco amico sono lontane dalla realtà vissuta dai cittadini. Siamo di fronte a un momento critico nella relazione tra fisco e contribuenti, è necessario un cambiamento radicale per ripristinare la fiducia e garantire una gestione più equa e amichevole delle questioni fiscali. Solo con una revisione delle normative e delle pratiche attuali potremo sperare in un rapporto più armonioso e collaborativo tra fisco e cittadini.

CFI – Crisi Fiscale d’Impresa è al tuo fianco da oltre 20 anni, al punto da essere stata copertina Forbes nel 2022 ed Eccellenza del Legal nell’assistenza a imprenditori per la gestione della Crisi d’Impresa, fornendo supporto specializzato a imprenditori e professionisti con debiti maggiori di 100, 200, 500 mila e 1 milione di euro, nel compito di navigare le acque tumultuose della crisi fiscale. Con un approccio basato sulla conoscenza approfondita del Nuovo Codice della Crisi e dell’Insolvenza, aggiornato a luglio 2024 e per il quale abbiamo fissato un corso di formazione per avvocati, CFI ti offre le chiavi per una gestione strategica del debito, mirando all’abbattimento sostanziale dell’importo dovuto e alla definizione di piani di pagamento sostenibili. Si parla di un abbattimento del debito del 70-80% dopo aver impugnato le cartelle e della possibilità di pagare il restante 20-30% in 4 o 5 anni.