Divieto di compensazione in presenza di ruoli o accertamenti esecutivi superiori a 100.000 euro

articolo a cura di:
Luana Di Feo
Luana Di Feo

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Divieto di compensazione

Divieto di compensazione in presenza di ruoli o accertamenti esecutivi superiori a 100.000 euro

La Legge di Bilancio per l’anno 2024 interviene nel panorama normativo delle compensazioni, introducendo una nuova previsione atta a rendere più complicato l’utilizzo dei crediti fiscali vantati dal contribuente: in particolare, viene disposto un divieto assoluto di compensazione in presenza di ruoli scaduti o accertamenti esecutivi affidati in riscossione di importo complessivamente superiore a euro 100.000.

Il comma 94, articolo 1, Legge di Bilancio 2024 (L. 213/2023) dispone che: i contribuenti che abbiano iscrizioni a ruolo per imposte erariali e relativi accessori o accertamenti esecutivi affidati agli agenti della riscossione per importi complessivamente superiori a euro 100.000, per i quali i termini di pagamento siano scaduti e siano ancora dovuti pagamenti o non siano in essere provvedimenti di sospensione, è esclusa la facoltà di avvalersi della compensazione (ossia, l’utilizzo in compensazione nel modello F24).

Il divieto di compensazione cessa di applicarsi a seguito della completa rimozione delle violazioni contestate, ossia nel momento in cui sia intervenuto il totale pagamento degli importi dovuti; il fatto che la norma faccia riferimento alla “completa rimozione”, infatti, parrebbe lasciar intendere che nel caso di pagamento parziale dei ruoli non verrebbe meno il divieto, anche se i ruoli scaduti residui fossero divenuti di importo inferiore a 100.000 euro.

Divieto di Compensazione: ulteriori precisazioni

La norma precisa inoltre che, ai fini della verifica delle condizioni per l’operatività del divieto di compensazione, si applicano le disposizioni di cui ai precedenti commi:

-49-terl’Agenzia delle entrate può sospendere, fino a trenta giorni, l’esecuzione delle deleghe di pagamento contenenti compensazioni che presentano profili di rischio;

-49-quaterqualora in esito all’attività di controllo di cui al comma 49-ter i crediti si rivelino in tutto o in parte non utilizzabili in compensazione, l’Agenzia delle entrate comunica telematicamente la mancata esecuzione della delega di pagamento al soggetto.

Per verificare se vi siano le condizioni appena descritte, vi saranno controlli preventivi sui modelli F24 (contenenti compensazioni) che potranno bloccare la delega di pagamento (si tratta della fattispecie nota in gergo come “F24 sospeso”, introdotta nella legge di bilancio per il 2018.

Divieto di Compensazione: le modalità di applicazione del divieto

ll divieto di compensazione opera solo in presenza di ruoli scaduti o accertamenti esecutivi affidati in riscossione, non, quindi, di avvisi bonari oppure di avvisi di recupero di crediti di imposta, di avvisi di liquidazione e di accertamenti non esecutivi per i quali non sia ancora stata notificata la cartella di pagamento.

L’unico modo per compensare senza rischiare sanzioni è estinguere il ruolo (o l’accertamento esecutivo) per intero.

È opportuno precisare che, nemmeno la dilazione in corso ha efficacia a tali fini, posto che la norma è chiara nel prevedere che il divieto sussiste se sono ancora dovuti pagamenti e cessa di applicarsi solo a seguito della completa rimozione delle violazioni contestate.

Risulterebbe essere efficace,invece, la sospensiva, giudiziale o amministrativa, che quindi renderebbe possibile la compensazione.

Il nuovo divieto di compensazione troverà applicazione a decorrere dal prossimo 1° luglio 2024 e si applicherà a tutti i contribuenti (persone fisiche, società ed enti).

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