Chiusura agevolata delle liti pendenti: domande online entro il 30 settembre 2023

articolo a cura di:
Olimpia Granato
Olimpia Granato

pubblicazione:

definizione agevolata liti pendenti entro il 30 settembre 2023

Definizione agevolata liti pendenti

È aperto il canale telematico per l’invio delle domande di definizione agevolata delle liti pendenti in cui è parte l’Agenzia delle Entrate. 

A partire dal 15 marzo, diventa questa la modalità ordinaria di presentazione delle istanze per i contribuenti che intendono chiudere le controversie aperte con il Fisco, usufruendo della misura prevista dall’ultima legge di Bilancio (legge n. 197/2022, art. 1, commi da 186 a 202). Il provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate dello scorso 1° febbraio, infatti, consentiva la presentazione della domanda via PEC in attesa dell’attivazione dello specifico servizio di trasmissione telematica, ora operativo. 

Definizione agevolata liti pendenti: c’è tempo fino al 30 settembre per chiudere le liti!

In base alla legge di Bilancio 2023, i contribuenti possono definire le controversie attribuite alla giurisdizione tributaria, in cui è parte l’Agenzia delle Entrate, pendenti al 1° gennaio 2023 in ogni stato e grado del giudizio, compreso quello in Cassazione e anche a seguito di rinvio. Le domande devono essere presentate telematicamente – direttamente dal contribuente o tramite un soggetto incaricato – entro il prossimo 30 settembre attraverso la procedura web presente sul sito dell’Agenzia delle Entrate. È necessario presentare una distinta domanda di definizione per ciascun atto impugnato).

In cosa consiste la definizione agevolata?

Si tratta di un istituto che offre ai contribuenti l’occasione di chiudere le vertenze fiscali attraverso il pagamento di determinati importi correlati al solo valore della controversia, rappresentato dalla sole imposte accertate, senza, cioè, interessi e sanzioni

In caso di liti relative alla sola irrogazione di sanzioni, invece, il valore è costituito dalla somma di queste ultime. 

Al valore della lite andrà applicata una percentuale variabile in funzione degli esiti della controversia.

In particolare si pagherà:

  • il 90% delle sole imposte, nel caso di giudizio pendente in primo grado senza sentenza;
  • il 40% delle sole imposte, nel caso di sentenza di primo grado favorevole al contribuente;
  • il 15% delle sole imposte, nel caso di sentenza di secondo grado favorevole al contribuente;
  • il 100% delle sole imposte, nel caso di ultima sentenza favorevole al Fisco.

Come si perfeziona la procedura

La definizione delle liti si perfeziona con la presentazione della domanda e con il versamento dell’importo netto dovuto, o della prima rata, entro il 30 settembre 2023. Se gli importi da versare non superano l’importo di mille euro non è però ammesso il pagamento rateale

Nel caso in cui gli importi dovuti superino mille euro, l’attuale disposizione prevede il pagamento in un massimo di 20 rate trimestrali di pari importo, di cui le prime tre da versare entro il 30 settembre 2023, il 31 ottobre 2023 e il 20 dicembre 2023 e le successive (17) entro il 31 marzo, 30 giugno, 30 settembre e 20 dicembre di ciascun anno. 

In sede di conversione del c.d. “decreto Bollette”, è stato modificato l’attuale piano di rateazione prevedendo che a scelta del contribuente, dopo i primi tre versamenti, la dilazione possa avvenire, in alternativa, anche su base mensile, cioè in 51 rate mensili di pari importo, con scadenza all’ultimo giorno lavorativo di ciascun mese (solo per dicembre il termine è il 20) da gennaio 2024. 

La modifica non comporterà un maggior tempo a disposizione del contribuente per il pagamento del dovuto, ma la possibilità di versare rate di importo inferiore (essendo mensili e non trimestrali). Ciò comporterà minori interessi da dilazione.

Qualora non ci siano importi da versare, infine, la definizione si perfeziona con la sola presentazione della domanda.

 

Risolvi la tua posizione debitoria