Dall’Intimazione di Pagamento all’Annullamento del Debito Fiscale: Come Roberto ha Salvato la sua Azienda di Trasporti

articolo a cura di:
Alexandra Favaloro
Alexandra Favaloro

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Dall’Intimazione di Pagamento all’Annullamento del Debito Fiscale

Dall’Intimazione di Pagamento all’Annullamento del Debito Fiscale: Come Roberto ha Salvato la sua Azienda di Trasporti

Il contesto delle azioni fiscali illegittime

Come sapete, da anni siamo impegnati in battaglie che conduciamo al fianco degli imprenditori per tutelarli dalle azioni spesso illegittime ed infondate del Fisco. In alcuni casi ci troviamo di fronte a reiterate e continue aggressioni da parte della Riscossione che sembra accanirsi nei confronti degli imprenditori, che spesso vengono presi dallo sconforto e dalla rassegnazione, vediamo come è stato possibile l’annullamento del debito fiscale.


Il caso di Roberto

Un esempio emblematico è quello di Roberto, imprenditore impegnato da anni nel settore della produzione di impianti, trasporto e distribuzione dell’energia elettrica. Dopo anni di soprusi, Roberto ha deciso di reagire e risolvere i suoi problemi con il fisco. Roberto è arrivato da noi in uno stato di grande apprensione, per aver ricevuto per l’ennesima volta cartelle di pagamento a distanza di pochi giorni, relative a contestazioni di cui ignorava l’esistenza. Gli veniva intimato il pagamento di una somma considerevole in un lasso di tempo davvero breve, decorso il quale ADER sarebbe potuta ricorrere a strumenti ben più pericolosi quali il pignoramento del conto corrente.


La situazione critica e la reazione tempestiva

L’importo complessivo delle cartelle era relativamente alto, ma la Riscossione ben si sarebbe potuta attivare per il recupero forzoso. Roberto, già gravato da molti impegni economici, non sarebbe stato in grado di provvedere al pagamento. Un blocco del conto corrente in quel momento avrebbe significato disagi enormi per la sua azienda, per i suoi dipendenti, fornitori, nonché per la sua famiglia!
Contrariamente a quanto accaduto in passato, però, Roberto non ha lasciato che quei giorni spirassero inutilmente, ma ci ha contattati per tempo in modo da poter agire tempestivamente in sede giudiziale. Esaminati gli atti, ci siamo accorti che quelle cartelle presentavano dei vizi e che pertanto, avremmo potuto far valere in giudizio le ragioni del nostro assistito.


L’analisi legale e la strategia di difesa

Abbiamo esaminato attentamente le cartelle di pagamento e riscontrato che presentavano delle irregolarità significative. Ad esempio, molte delle notifiche erano state effettuate tramite PEC (Posta Elettronica Certificata), ma non rispettavano i requisiti legali necessari. Infatti, come forse avrai già letto nel nostro blog, l’indirizzo del mittente deve essere necessariamente un indirizzo certificato contenuto in pubblici registri e, in questo caso, non lo era. Questo tipo di vizio rende le notifiche giuridicamente inesistenti, offrendo una base solida per contestarle in tribunale.


La vittoria in tribunale: L’annullamento del debito fiscale

Dopo circa un anno dal deposito del ricorso, il Giudice di Pace di Napoli ha confermato le nostre tesi ed ha accolto le nostre richieste. Il giudice ha sancito l’annullamento del debito fiscale, accertando l’inesistenza giuridica delle notifiche a mezzo PEC. Questo successo ha permesso a Roberto di evitare il pignoramento del conto corrente e di salvare la sua azienda da un destino incerto.


Conclusioni e invito all’azione

La vittoria di Roberto è anche la nostra vittoria. Questo caso dimostra come una difesa tempestiva e ben strutturata possa fare la differenza nel proteggere gli imprenditori dalle azioni illegittime del Fisco. Se anche tu sei stanco di subire passivamente gli assalti di ADER, contattaci!
CFI – Crisi Fiscale d’Impresa è al tuo fianco da oltre 20 anni, al punto da essere stata copertina Forbes nel 2022 ed Eccellenza del Legal nell’assistenza a imprenditori per la gestione della Crisi d’Impresa, fornendo supporto specializzato a imprenditori e professionisti con debiti maggiori di 100, 200, 500 mila e 1 milione di euro, nel compito di navigare le acque tumultuose della crisi fiscale. Con un approccio basato sulla conoscenza approfondita del Nuovo Codice della Crisi e dell’Insolvenza, aggiornato a luglio 2024 e per il quale abbiamo fissato un corso di formazione per avvocati, CFI ti offre le chiavi per una gestione strategica del debito, mirando all’abbattimento sostanziale dell’importo dovuto e alla definizione di piani di pagamento sostenibili. Si parla di un abbattimento del debito del 70-80% dopo aver impugnato le cartelle e della possibilità di pagare il restante 20-30% in 4 o 5 anni.

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