Cos’è l’Intimazione di pagamento e cosa fare se viene notificata

articolo a cura di:
Elisa Bidoglia
Elisa Bidoglia

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Cos'è l'Intimazione di pagamento e cosa fare se viene notificata

Cos’è l’Intimazione di pagamento e cosa fare se viene notificata

L’intimazione di pagamento è l’atto notificato da parte di Agenzia delle Entrate Riscossione contenente un elenco di cartelle di pagamento notificate da oltre 1 anno, per le quali non si è provveduto nè al pagamento (mediante rateizzo) nè all’impugnazione, ed è anche l’atto con il quale l’agente della riscossione può dare il via alle successive azioni cautelari ed esecutive.

Quindi se non hai pagato quanto richiesto mediante una cartella esattoriale, che rappresenta l’atto presupposto, quasi sicuramente ti vedrai recapitare un’intimazione di pagamento e, se non adempi a quanto indicato, potrà essere avviata l’esecuzione forzata nei tuoi confronti.  

L’Agenzia delle Entrate Riscossione può iniziare l’espropriazione forzata, e cioè il pignoramento immobiliare o mobiliare (quindi, per esempio, può pignorarti un conto corrente, lo stipendio,  può iscrivere un fermo amministrativo su un tuo veicolo oppure può iscrivere ipoteca su un tuo immobile o addirittura pignorarlo) soltanto dopo che sono trascorsi 60 giorni da quando ti è stata notificata la cartella di pagamento o dopo la notifica della successiva intimazione di pagamento.

Cos’è l’Intimazione di pagamento e il “fattore tempo”

Non c’è quindi da perdere tempo, se vuoi annullare il tuo debito fiscale ovvero il debito fiscale della tua azienda rivolgiti ad un professionista.

In questi casi si può:

1) presentare un ricorso avverso l’intimazione di pagamento se, a seguito di una scrupolosa verifica dell’atto, dovessero emergere dei vizi relativi alle cartelle di pagamento indicate nell’intimazione.

E’ in particolare possibile impugnare l’atto quando:

  • vi è un evidente vizio di motivazione;
  • la cartella esattoriale indicata nell’intimazione di pagamento non è stata regolarmente notificata oppure vi è un caso di omessa notifica;
  • l’ente impositore non ha più diritto di vantare le somme richieste perché prescritte o decadute.

2) Oppure si può decidere di rateizzare l’intimazione di pagamento:

  • per importi fino a 120.000 euro si può saldare quanto dovuto con un piano ordinario fino a 72 rate dichiarando la momentanea situazione di difficoltà.
  • per importi superiori a 120.000 euro, invece, si può presentare domanda di rateizzazione attraverso specifici indirizzi PEC e allegando il relativo ISEE. Se la domanda viene accolta si può accedere al piano ordinario. 

Se si hanno difficoltà ad adempiere alla rateizzazione secondo i suddetti piani, gli importi richiesti possono essere rateizzati mediante un piano straordinario di 120 rate. Per accedere a questo piano è necessario dimostrare di non poter pagare il debito secondo i criteri ordinari.

Codice della crisi e dell’insolvenza, un quadro d’insieme

Il nuovo Codice della Crisi e dell’Insolvenza offre alle imprese in difficoltà una serie di opportunità per ridurre il proprio debito fiscale dopo averlo impugnato. Grazie ad esso, ad esempio, è possibile ridurre il debito fino al 70-80%, pagando il restante 20-30% in 4 o 5 anni.

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