Controlli dal Fisco e lotta all’evasione 2023: impennata dei controlli e delle lettere dal Fisco

articolo a cura di:
Elisa Bidoglia
Elisa Bidoglia

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Controlli dal Fisco: lotta all’evasione 2023, impennate di verifiche e lettere

Tra gli obiettivi e le priorità di politica economica del 2023 individuati dal Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, vi è, senza dubbio, la riforma del sistema fiscale come azione di accompagnamento al PNRR, basata sul miglioramento della governance dell’amministrazione finanziaria e sulla riduzione del cosiddetto “tax gap” (misurazione del divario, “gap”,  tra le imposte e i contributi effettivamente versati e le imposte e i contributi che i contribuenti avrebbero dovuto versare in un regime di perfetto adempimento degli obblighi tributari e contributivi previsti a legislazione vigente), attraverso l’incremento di regole condivise a livello internazionale.

L’atto di indirizzo politico a livello europeo e internazionale, a tal proposito, contempla “il potenziamento della cooperazione amministrativa, anche attraverso lo scambio di informazioni tra giurisdizioni fiscali per contrastare efficacemente e tempestivamente l’evasione, l’elusione e le frodi fiscali, migliorare la coerenza e la trasparenza delle norme fiscali internazionali.

Dopo aver raggiunto in anticipo – rispetto alla scadenza del 31 dicembre –  gli obiettivi stabiliti dal Pnrr per il 2022, la priorità per il Fisco per l’anno corrente e per i due successivi è quella della riduzione del 5% entro il 2025 e del 15% entro il 2026 del tax gap.

Controlli dal Fisco: come migliorare l’individuazione dell’evasione

Per il raggiungimento di tale traguardo sono stati individuati diversi strumenti da utilizzare:

1) miglioramento della compliance (collaborazione) volontaria, da attuare attraverso l’inoltro di comunicazioni ai contribuenti.

A tal proposito, infatti, è in previsione l‘invio di  2,6 milioni di alert nel 2023 destinati a salire fino a 3 milioni rispettivamente sia nel 2024 che nel 2025

2) previsione di una dichiarazione precompilata Iva, di cui si attende l’esordio in data 10 febbraio 2023;

3)  incremento dell‘attività di controllo, che ha come punto di partenza quello di individuare eventuali anomalie attraverso l’incrocio dei dati disponibili in Anagrafe tributaria.

Si punta, infatti, all’ utilizzo di nuove tecnologie e strumenti di data analisi più avanzati al fine di effettuare delle verifiche più mirate che consentano una maggiore selezione preventiva dei contribuenti che necessitano di essere esaminati con maggiore accuratezza.

4) rafforzamento dell’efficienza della riscossione anche nella fiscalità degli enti territoriali.

Riguardo alla prevenzione e alla repressione delle frodi fiscali, il Ministro Giorgetti ha sottolineato l’importanza del ruolo che andrà a svolgere anche la Guardia di Finanza.

Quest’ultima, infatti, si occuperà di controllare i contribuenti che non si sono attivati né per segnalare al fisco elementi, fatti e circostanze non conosciuti, né mettendo in atto un ravvedimento di precedenti omissioni o errori

Al termine di tale iter, si potrà, in questo modo, provvedere ad ulteriori approfondimenti e attività ispettive nel caso in cui vengano individuati profili di pericolosità fiscale.

Le potenzialità da sfruttare

Il Fisco, al fine di effettuare tali controlli nei confronti di coloro che sono rimasti completamente “inerti” potrà sfruttare alcune potenzialità tra cui:

  • l’obbligo generalizzato di fatturazione elettronica;
  • la collaborazione con gli organi collaterali esteri nell’ambito del network Eurofisc;
  •  l’utilizzo di innovativi strumenti per la collazione automatizzata dei dati e il potenziamento dell’analisi di rischio come il Tna (Transaction network analysis);
  • lo scambio in via diretta, rapida e multilaterale di informazioni (Follow up action – Fua) tra i funzionari delle diverse amministrazioni fiscali, al fine di garantire il tempestivo coordinamento con gli organi coinvolti in individuati sistemi fraudolenti.

Infine, la Guardia di Finanza, si impegna in tal modo, alla lotta alla repressione sia del lavoro nero e irregolare e allo sfruttamento della manodopera, sia al contrasto del fenomeno dell’evasione cd. con consenso, dando priorità al controllo degli operatori del commercio elettronico e dei nuovi modelli di business dell’economia digitale in cui la presenza fisica è parziale o assente

 

La strategia vincente per uscirne una volta per tutte

Controlli dal Fisco, un momento stressante, portarsi dietro un debito fiscale rappresenta una zavorra per la tua impresa e mette a rischio anche il tuo patrimonio personale. 

Oggi tornare a essere un imprenditore libero si può. Secondo il report 2022 del Ministero dell’economia e delle Finanze 1 volta su 2 il contribuente batte il fisco in giudizio, riuscendo così a ridurre, fino a eliminare, il proprio debito con il fisco. 

Affidarsi a un professionista esperto in contenzioso tributario o per rottamare il proprio Debito, si rivela uno strumento efficace e risolutivo.

E nel caso di una crisi aziendale, ricorda che oggi hai a disposizione molti strumenti giuridici, da poco rinnovati e modificati, che consentiranno di gettarti la paura alle spalle e ripartire con rinnovato slancio. 

Il concordato preventivo (approfondisci qui questo aspetto) o ancor meglio gli accordi di ristrutturazione del debito con transazione fiscale – istituti non nuovi, ma oggi aggiornati e resi molto più favorevoli per l’imprenditore che li utilizza in caso di crisi d’impresa – sono il vero saldo e stralcio per le aziende perché possono ridurre il debito fino all’80% pagando il restante 20% in quattro i cinque anni. 

CFI – Crisi Fiscale d’Impresa mette a disposizione il suo team di esperti proprio per aiutarti a trovare la miglior strategia per ottenere il massimo risultato. 

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