La Rottamazione Quinquies 2025 è al centro della bozza della Legge di Bilancio e, per la prima volta, stabilisce con precisione quali cartelle potranno essere incluse e quali resteranno escluse.
Secondo una prima analisi di Carlo Carmine, Presidente di CFI – Crisi Fiscale d’Impresa, “questa versione della Rottamazione è molto più selettiva rispetto alle precedenti. Il perimetro dei debiti ammessi è chiaro e ristretto: non tutto potrà essere rottamato.”
La norma, contenuta all’articolo 23 della bozza, introduce limiti temporali precisi e una distinzione netta tra i diversi tipi di carichi affidati alla riscossione.
Quali cartelle si possono inserire nella nuova Rottamazione
Secondo quanto previsto dal testo, la Rottamazione Quinquies 2025 riguarda esclusivamente le cartelle affidate all’Agenzia delle Entrate-Riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023.
Tutti i debiti affidati a partire dal 2024 non potranno rientrare nella misura.
Come spiega Carlo Carmine, “molti contribuenti confondono la data di emissione con quella di affidamento. Ma è solo quest’ultima a contare: se il carico è stato affidato entro il 31 dicembre 2023, allora potrà essere incluso nella Quinquies. Se l’affidamento è successivo, no.”
Questo criterio temporale, semplice ma rigido, rappresenta una delle principali novità della misura.
I debiti ammessi: omessi versamenti e contributi INPS
La bozza della Legge di Bilancio 2025 chiarisce anche quali tipologie di debiti potranno essere incluse nella Rottamazione Quinquies: si parla espressamente di omessi versamenti di imposte e di contributi INPS non pagati.
“Questo significa – precisa Carmine – che potranno aderire solo coloro che hanno presentato la dichiarazione dei redditi ma non hanno versato quanto dovuto. In pratica, si rottamano solo gli avvisi bonari, non gli accertamenti.”
Restano quindi escluse tutte le somme derivanti da accertamenti esecutivi o da controlli successivi, che rappresentano la parte più problematica dei debiti fiscali accumulati da professionisti e imprese.
Cosa resta fuori: accertamenti e contenziosi
Uno degli aspetti più discussi della Rottamazione Quinquies riguarda proprio ciò che non si può inserire.
Non rientrano nella misura:
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gli accertamenti esecutivi,
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i debiti nati da maggiori imposte accertate,
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le cartelle emesse nel 2024,
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e le posizioni ancora in contenzioso.
“È un approccio più rigido rispetto al passato – spiega Carmine – ma coerente con la volontà di circoscrivere la misura ai soli debiti già consolidati. Il Governo punta a una sanatoria tecnica, non politica.”
Vantaggi economici per le cartelle incluse
Per le cartelle che rientrano nella Rottamazione Quinquies 2025, restano confermati i benefici economici più importanti:
il pagamento del solo capitale dovuto, senza sanzioni né interessi di mora.
“È un vantaggio significativo – afferma Carmine – soprattutto per chi ha debiti datati e vuole chiudere in modo sostenibile. Ma bisogna muoversi subito, perché la platea è molto più ristretta rispetto alle precedenti rottamazioni.”
Conclusione
In sintesi, potranno essere incluse nella Rottamazione Quinquies 2025 solo le cartelle affidate fino al 31 dicembre 2023, relative a imposte e contributi dichiarati ma non versati.
Restano escluse tutte le cartelle derivanti da accertamenti o contenziosi aperti.
Una misura utile, ma limitata, che conferma un cambio di approccio: non più una sanatoria generalizzata, ma una finestra tecnica per chi vuole chiudere i conti con il Fisco.
Come ricorda Carlo Carmine, Presidente di CFI – Crisi Fiscale d’Impresa, “non tutto può essere rottamato, ma tutto può essere gestito. Le vere soluzioni passano dal Codice della Crisi e da un piano di risanamento concreto.”
La soluzione è nella gestione.