Avvisi di Accertamento e Definizione Agevolata, tutto quello che devi sapere

articolo a cura di:
Claudia Patrone
Claudia Patrone

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Avvisi di Accertamento e Definizione Agevolata, tutto quello che devi sapere

Non tutti sanno che per gli avvisi di accertamento notificati entro il 31 marzo 2023 è possibile ancora procedere con la definizione degli stessi con applicazione delle sanzioni in misura ridotta rispetto a quella di norma applicabile in caso di adesione o di acquiescenza. 

La normativa

Infatti, la legge di Bilancio del 2022, la stessa che ha previsto la Rottamazione quater, ha espressamente previsto all’. 1, commi da 179 a 185, della Legge 29 dicembre 2022, n. 197, Legge di Bilancio 2023, la definizione degli atti di accertamento sia per processi verbali di constatazione consegnati entro la data del 31 marzo 2023; che per avvisi di accertamento e ad avvisi di rettifica e di liquidazione non impugnati e ancora impugnabili alla data del primo gennaio 2023 e a quelli notificati successivamente, ma entro il 31 marzo 2023. Inoltre, sono compresi anche gli inviti al contradditorio notificati entro il 31 marzo 2023.

Quali atti?

Sono, quindi, definibili gli avvisi di accertamento, gli avvisi di rettifica e di liquidazione, nonché gli atti di recupero non impugnati e ancora impugnabili alla data di entrata in vigore della Legge di Bilancio 2023 (1° gennaio 2023) e a quelli notificati successivamente, ma entro il 31 marzo 2023. 

Quali sono gli atti esclusi?

Gli atti emessi nell’ambito della procedura di collaborazione volontaria (cd. voluntary disclosure) sono esclusi dalla definizione agevolata in oggetto. Ci si riferisce a quei contribuenti che detenendo illecitamente patrimoni all’estero, e che possono regolarizzare la propria posizione denunciando spontaneamente al Fisco la violazione degli obblighi di monitoraggio.

Qual è la riduzione?

Il contribuente potrà definire il rapporto tributario relativo agli atti sopra indicati beneficiando della riduzione delle sanzioni pari a 1/18 del minimo previsto per Legge, nel caso degli accertamenti con adesione, ovvero della riduzione a 1/18 delle sanzioni irrogate, nel caso degli avvisi di accertamento, degli avvisi di rettifica e liquidazione e degli atti di recupero. 

Avvisi di Accertamento e Definizione Agevolata: in che modo si richiede?

Il contribuente deve versare le somme così ridotte con modello F24 (è espressamente esclusa la compensazione), fatte salve le ipotesi in cui siano previste altre modalità di pagamento in ragione della tipologia di tributo (ad esempio, F23 per talune imposte indirette). Le somme dovute possono essere versate anche ratealmente in un massimo di 20 rate trimestrali (5 anni) di pari importo. Le rate dovranno essere pagate entro l’ultimo giorno del trimestre successivo al pagamento della prima rata.

Sulle rate successive alla prima sono dovuti gli interessi al tasso legale.

Infine, il perfezionamento della regolarizzazione degli avvisi si concretizza con il pagamento delle somme, “entro il termine per la proposizione del ricorso”.

Cosa devi assolutamente sapere

Da oltre 20 anni CFI – Crisi fiscale d’impresa aiuta gli imprenditori a risolvere la Crisi Fiscale d’Impresa.

Impugnando il debito maggiore di 300mila euro, grazie al Nuovo Codice della Crisi, è possibile ottenerne l’abbattimento del 70-80% con la possibilità di pagare il restante 20-30% in 4-5 anni.

Ciò grazie agli Accordi di Ristrutturazione dei Debiti e ai Concordati Preventivi con la Transazione Fiscale.

Inoltre, potrai Gestire e Ridurre, fino al 100%, gli atti di Agenzia delle Entrate e Agenzia delle Entrate Riscossione (ex Equitalia). Eliminerai così Inviti a comparire, Avvisi Bonari, Avvisi di Accertamento, Cartelle di Pagamento, Ipoteche e Pignoramenti per importi superiori a 100mila euro.

Se il tuo debito fiscale è maggiore di 100mila euro clicca qui per essere ricontattato in meno di 1 ora.